Donne e sport, la nuova rubrica di Marta Elena Casanova

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donne sport

Il mondo dello sport, si sa, non ha sempre accolto a braccia aperte le donne.  Per svariati motivi. Quando sono nate le Olimpiadi, in Grecia, lo sport era ad appannaggio maschile, e così è stato per secoli, pur con qualche eccezione. La differenza di corporatura, forza, velocità, la visione della donna come angelo del focolare e madre ha giocato un ruolo importante per lungo lungo tempo. È successo però qualcosa durante quella che viene ricordata la prima Olimpiade moderna, tenutasi ad Atene grazie a De Coubertin nel 1896: anche allora le donne non erano ammesse alle gare, ma una donna greca di nome Stamáta Revithi, conosciuta come Melpomene, corse da sola, il giorno dopo i maschi. In maniera ovviamente non ufficiale, ma corse. Un episodio da non sottovalutare.

Quattro anni più tardi, alle Olimpiadi di Parigi, infatti, Charlotte Cooper, tennista inglese, divenne nientemeno che la prima campionessa olimpica, vincitrice di cinque titoli. Non c’era ancora l’ufficialità, cosa possiamo pretendere se ancora nel 2021 le donne nello sport stanno aspettando di essere riconosciute come professioniste al pari dei colleghi maschi, ma le ragazze nel 1900 gareggiarono nel tennis, nel croquet, nel golf e nella vela.

parigi 1900

Charlotte Cooper. (ralphlauren.fr)

Ancora, nel 1908 a Londra, trentasei donne presero parte alle Olimpiadi su un totale di 2008 atleti, e nel 1912 a Stoccolma al tiro con l’arco, alla vela, al pattinaggio al tennis, furono ammesse alle competizioni di nuoto, dove l’australiana Fanny Durack vinse i 100 metri stile libero.

Bisogna attendere la fine della prima Guerra Mondiale per vedere gare femminili ufficiali. Accadde ad Anversa nel 1920, quando Alice Milliat diede vita alla Federazione sportiva femminile internazionale e poi due anni più tardi ai Giochi mondiali femminili di Parigi. Nel 1928 ad Amsterdam le donne presero parte alle gare di atletica, diventando duecentonovanta su quasi tremila atleti.

donne sport

Alice Milliat. (letelegramme.fr)

La storia delle donne nel mondo sportivo è quindi lunga e travagliata, se si pensa che solo nel 1985 è nata la Carta dei diritti delle donne nello sport, poi rivista nel 1987 per cercare di dare assoluta parità di diritti ai sessi. Non è ancora accaduto del tutto, ma certamente qualcosa si è mosso.

Nel frattempo, tante donne, in ogni disciplina – non solo alle Olimpiadi ovviamente – hanno conquistato trofei e medaglie, battuto record, si sono impegnate, entusiaste e piene di talento, per raggiungere i loro obiettivi. E le racconteremo qui.

 

Foto copertina – Fanny Durack, Mina Wylie e Jennie Fletcher: il podio rosa nei 100 stile libero di Stoccolma 1912. (abc.net.au)

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2 Commenti

  1. […] e scioperato con le sue compagne per ottenere dalla FIN – Federazione Italiana Nuoto – la parificazione dei premi tra uomini e donne. In un ambiente in cui alcuni presidenti arrivavano a giustificare la minore entità dei […]

  2. […] che fece la giovane atleta americana portò alla crescita esponenziale del movimento sportivo femminile, a cui la stessa Swatzer prese parte con ruoli […]

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