Rossana Pasquino, ricercatrice universitaria e schermitrice paralimpica

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rossana pasquino

Sono in programma a Macerata dal 10 al 12 giugno i Campionati italiani di scherma paralimpica, durante i quali verranno assegnati 18 titoli nazionali, di cui 16 di scherma in carrozzina e 2 riservati agli spadisti non vedenti.

All’appuntamento non potrà essere presente per un infortunio Bebe Vio, un’icona mondiale dello sport paralimpico, un’atleta che con i suoi successi, la sua grinta, il suo modo di essere ha trainato un intero movimento, contribuendo in maniera decisiva a farlo uscire dall’oblio, evidenziandone il ricco bagaglio valoriale.

La locandina dei Campionati Italiani di scherma paralimpica a Macerata.

Non mancheranno comunque sulle pedane allestite al Banca Macerata Forum altri campioni titolati che hanno rappresentato l’Italia alle Paralimpiadi di Tokyo, tra i quali Rossana Pasquino, una grande atleta la cui storia merita di essere raccontata e approfondita perché fonte di ispirazione per tanti ragazzi con disabilità che guardandola in azione possono trovare voglia e stimolo per cominciare a tirare di scherma e più in generale a praticare sport.

Diventata paraplegica da bambina, all’età di 9 anni, a causa di un infarto midollare che le ha compromesso la funzionalità degli arti inferiori, Rossana ha condotto una vita ricchissima di esperienze e soddisfazioni, riuscendo a conciliare l’attività sportiva di livello internazionale con un impegno scientifico e didattico molto apprezzato da studenti e colleghi.

Sì perché, dopo essersi laureata con lode nel 2005, a soli 23 anni, in Ingegneria Chimica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e aver conseguito presso il medesimo ateneo un dottorato di ricerca, oggi Rossana è una ricercatrice competente e autorevole nel campo della reologia di fluidi complessi. Con una naturalezza disarmante si divide tra un assalto di una prova di Coppa del Mondo e una relazione tenuta nell’ambito di un prestigioso convegno in giro per l’Europa, tra una medaglia conquistata in pedana e una lezione svolta in facoltà.

La Pasquino ha scoperto la scherma abbastanza tardi, nel 2013, dopo il compimento dei trent’anni, trovando in questa disciplina precedentemente vista solo in TV un’impagabile occasione per arricchire e impreziosire un’esistenza già molto gratificante. Nonostante i pochi anni di pratica schermistica alle spalle, la ridotta attività in campo internazionale, non si è persa d’animo, ha bruciato le tappe, cimentandosi non solo in una ma addirittura due specialità: la spada e la sciabola.

Allenata dal maestro Dino Meglio, medaglia d’oro nella sciabola a Los Angeles 1984, ha ottenuto risultati eclatanti, dimostrando che tutto è possibile, ogni risultato raggiungibile: nel 2019 nella sciabola individuale ha vinto il bronzo ai Mondiali di Cheongju, in Corea del Sud, e la medaglia d’oro nella prova di Coppa del Mondo disputata ad Amsterdam; nel 2020 ha coronato la sua rincorsa al sogno di partecipare ad una Paralimpiade, qualificandosi a 38 anni suonati per Tokyo 2020 sia nella sciabola che nella spada.

Un’esperienza meravigliosa sotto il profilo umano quella nipponica, che le ha permesso di vivere, nonostante le ferree restrizioni introdotte per contrastare la pandemia da Coronavirus, un villaggio olimpico condiviso con oltre 4000 atleti, miriadi di diverse disabilità e la stessa voglia di esserci, fare sport, superare barriere, abbattere pregiudizi. Un po’ più deludente invece sotto il profilo sportivo, con il decimo posto conquistato nella spada e la sconfitta che maturata per una sola contestata stoccata contro la georgiana Khetsuriani ai quarti di finale le ha precluso la strada verso il podio e le medaglie.

Una piccola battuta d’arresto che però è valsa e verrà come stimolo a far sempre meglio, a continuare ad allenarsi, a porsi nuovi ulteriori ambiziosi traguardi sportivi. Un risultato individuale forse al di sotto delle sue stesse aspettative ma assolutamente irrilevante rispetto a quella che Rossana considera la più grande conquista della delegazione italiana a Tokyo 2020, “l’aver fatto rumore, aver infranto, anche grazie al cospicuo numero di medaglie conquistate, il silenzio assordante che per troppo tempo ha accompagnato il mondo delle disabilità”.

E se pensate che essere ricercatore universitario e schermidore paralimpico possa anche essere sufficiente non conoscete bene Rossana che sta svolgendo con passione e perizia un nuovo importantissimo ruolo, quello di Consigliere Federale della FIS, la Federazione Italiana Scherma. Il fatto che un Consigliere eletto sia in carrozzina e sia portavoce di tutti gli atleti, olimpici e paralimpici, rappresenta sicuramente un’importante novità, che siamo sicuri l’atleta di Benevento si impegnerà alacremente a far diventare il prima possibile qualcosa non di eccezionale ma assolutamente naturale in tutti gli ambiti dello sport italiano.

 

Foto copertina di Panathlon Macerata.

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