L’istinto primitivo

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«Durante le mie esplorazioni desertiche vengo a contatto con un’infinità di virus e batteri. Penso alle carcasse in decomposizione di animali, dalle quali la forza del vento trasporta batteri ai miei polmoni. Oppure alla condivisione di acqua e cibo, dallo stesso piatto o dallo stesso bicchiere, con i beduini nel deserto, dove non esistono frigoriferi, sapone e carta igienica. Tutto questo lo ritengo naturale e pulito perché appartiene alla “vita secondo natura”».

 

Lettura consigliata degustando “Fontana dei Boschi” (Vittorio Graziano)

Tutto comincia in Veneto orientale. Aperta campagna ai confini con il Friuli, a una decina di chilometri dal suo paese natale, Portogruaro, un tempo parte della Serenissima Repubblica di Venezia. È lì che Max Calderan, consulente sportivo e di genomica avanzata, dice di aver potuto frequentare una scuola di “vera formazione”. A casa dei suoi nonni. Contadini veri. Sveglia al mattino data dal “chicchirichì” del gallo in cortile. Bagno fuori di casa. In camera un freddo da far alitare vapore dalla bocca. Un “prete” per riscaldare il letto imbottito di fieno e foglie e attività fisica garantita dal lavoro dei campi.

Una scuola di vita in cui apprendere il “buon senso” e quegli elementi che Calderan dice servano a creare l’equilibrio uomo/natura. Un equilibrio sempre più minato dal progresso e dalla nostra routine. Un equilibrio da ritrovare ispirandoci a modelli di riferimento – quello dell’esploratore veneto è Conan il Barbaro.

Per l’autore il problema non è l’uomo in sé, ma il concetto di civiltà che si è radicato nel corso di questi anni. Il nostro territorio reso alieno. L’avanzamento della scienza e della tecnologia, traguardi importantissimi quando mantengono il legame con la nostra natura, hanno allontanano l’uomo dalla sua origine.

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Nel libro “La perfezione esiste” – genere “crescita personale” – si scorre un vero e proprio manuale d’uso, una guida pratica al vivere meglio, naturale, istintivo e primitivo. Una serie di consigli per tendere alla perfezione (dal verbo latino perficio, perficere, da cui il sostantivo perfectio, perfectionis). Il significato di perfezione per Calderan è “portare a termine”, “condurre a compimento”, rimandandoci al concetto di completezza. Di compiutezza. Proprio come il corpo umano, definito costantemente nelle 207 pagine del libro edito da Roi Edizioni, come perfezione assoluta. Macchina perfetta ma poco sfruttata, molto al di sotto delle sue potenzialità. 100.000 miliardi di cellule. Ognuna parte di un sistema o di un apparato di organi il cui scopo è consentire le funzioni vitali essenziali: energetica, plastica, protettiva, regolatrice, riserva. A queste Max Calderan aggiunge la funzione primitiva.

I popoli indigeni contano oggi almeno 370 milioni di persone e vivono in più di settanta nazioni diverse. Tra loro, 150 milioni sono classificati come popoli tribali. Per l’esploratore noi occidentali siamo sostanzialmente identici ai nostri antenati per quanto concerne i bisogni, le aspettative e il funzionamento dell’organismo. Abbiamo semplicemente dimenticato che siamo nati per correre, di essere atleti innati. Insomma, ci siamo seduti.

C’è un motivo per il quale quando camminiamo sulla sabbia o sulla terra fresca o su un prato alle prime ore del mattino ci sentiamo rigenerati? Per Calderan si tratta del riavvicinamento al nostro io primitivo, permettendo al nostro corpo di ricaricarsi attraverso l’energia della terra. All’uomo dei nostri tempi manca il contatto fisico con fiumi, terra, rocce, alberi, muschio, attrezzi per il lavoro manuale. Il corpo, per ritrovare il suo equilibrio, deve tornare a immergersi nel suo ambiente naturale.

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Credits: ufficio stampa Action Agency

È proposta pertanto l’idea del recupero della salute attraverso gli alberi e il vivere in natura. Respirare l’aria dei boschi come rimedio naturale, attivando la circolazione sanguigna, facilitando la respirazione, favorendo il sonno e contribuendo a ritardare l’invecchiamento. Stimolando e armonizzando i processi vitali e la sfera psichica ed emozionale. La vera natura dell’uomo è quella di muoversi costantemente e svolgere una regolare attività motoria. La predisposizione alla corsa e alla resistenza hanno svolto un ruolo importante nel nostro percorso evolutivo: per le lunghe distanze, l’uomo può competere e superare in resistenza qualsiasi animale. L’attività fisica sviluppa un’azione antidepressiva, protegge da numerose patologie, riduce i dolori vertebrali, lo stress e i rischi di infarto. Protegge le ossa e attiva il metabolismo.

Ed ecco i consigli dell’esploratore estremo. Prendere nota: mezzo litro d’acqua al risveglio, doccia fredda per almeno un minuto, che per l’autore ha un valore simbolico oltre che di pulizia, corposa colazione – il pasto più importante della giornata – camminare scalzi, cambiare l’aria in casa almeno tre volte al giorno, anche d’inverno e quando il traffico è minore, privilegiare cibi freschi, stagionali e a chilometri zero, meglio se cereali integrali in chicco, legumi, verdura, ortaggi, evitare zucchero, bevande dolcificate e gassate, dolci prodotti industrialmente, frutta da consumare con la buccia lavata a dovere.

Frutta e verdura sono associate ai vari colori che dovrebbero essere presenti sulla tavola, variandone quotidianamente l’assortimento: bianco, arancio e giallo, rosso, verde, viola e blu. Il colore che però contraddistingue per eccellenza le esplorazioni desertiche di Calderan è il marrone. Dei datteri e delle mandorle, alla base di tutte le sue imprese, al punto che nell’attraversata del Tropico del Cancro negli Emirati Arabi nel 2016, si è nutrito per tutti i 368 km solamente di questi frutti.

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Credits: Mauro Grigollo

Anziché demonizzare la carne, l’autore invita a regolarne a senso il consumo, limitandolo a due volte alla settimana, puntando alla qualità del prodotto. Carne e pesce di oggi sono prodotti di allevamento, ricavati da animali bombardati da farmaci e nutriti da mangimi industriali. Se guardiamo agli ultracentenari, molti sono carnivori. Probabilmente la differenza la fanno il patrimonio genetico e la qualità della carne consumata da anni.

E ancora suggerimenti. Come sedersi, che postura tenere mentre si sta in piedi, come trasportare pesi, i sintomi che diventano campanelli di allarme, che scarpe usare, quando e come mangiare, che materasso può essere più utile alla nostra schiena. I must: l’allenamento giornaliero mattutino per attivare il corpo e sentirsi bene per il resto della giornata, privare i bambini piccoli di zucchero semplice (ottimale non farglielo assaggiare nemmeno), liberarsi da ogni cosa che possa rendere schiavi (nicotina, alcool, alimenti, abitudini), avere grande disciplina, evitare di posticipare gli appuntamenti o gli impegni, pulizia e ordine del proprio ambiente. E infine semplificare. “Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna” (diceva Einstein). Per Calderan non c’è nulla di più affascinante del ricondurre all’essenziale ogni aspetto della nostra vita, dai concetti, alle necessità, alle azioni e alle sensazioni.

Il libro termina con la presentazione del metodo SPIA, ideato, creato e sperimentato da Max Calderan. Il metodo si basa sulla consapevolezza che la salute e l’armonia dell’individuo dipendono dall’equilibrio di quattro “distretti”: la schiena, i piedi, l’intestino, l’atteggiamento. L’acronimo “SPIA” riprende appunto le lettere iniziali dei quattro distretti fondamentali. All’origine, nella natura dell’essere umano, questo equilibrio era perfetto. Ecco perché è necessaria una riconnessione con l’uomo primitivo. L’alterazione di uno solo di questi distretti cambia l’equilibrio. Oltre che durante le imprese sportive, anche nella vita di tutti i giorni questi distretti hanno la stessa valenza e importanza primaria.

Obiettivo del metodo SPIA è quello di recuperare l’allineamento naturale del nostro corpo attraverso nuove abitudini ed esercizi mirati, per eliminare i movimenti e le abitudini scorrette che si ripetano quotidianamente e prendere consapevolezza del loro effetto benefico anche sulla sfera emotiva della persona.

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Credits: Mauro Grigollo

Il metodo SPIA nasce a metà degli anni Ottanta. Ogni singolo minuto libero e ogni singola azione erano focalizzati sull’allenamento del corpo. Anni dedicati a provare le combinazioni alimentari su sé stesso. Un Calderan pioniere ed esploratore, con un atteggiamento molto critico verso la mancanza di sperimentazione di oggi, che ripercorre nel libro aneddoti intimi…e molto estremi! Il berretto di lana e il piumino d’oca senza maniche anche in estate, la cinghia elastica usata a scuola durante le lezioni per fare la spaccata, la ricreazione attaccato allo stipite della porta del bagno, il giubbino con i pesi – auto-costruito con bulloni pesanti della linea ferroviaria dismessa -, i digiuni di acqua e cibo per circa 12 ore prima di andare a correre, l’argilla come impacco per ridurre eventuali infiammazioni proprio come fanno gli animali, andare a letto al calar del sole, dormire in terrazzo con il sacco a pelo.

Un percorso di vita che lo avvicina all’arrampicata, all’alpinismo, a sciare, a praticare judo a livello agonistico – con qualche medaglia in qualche trofeo internazionale -, ad andare in windsurf. A scegliere ISEF. Tutto ciò che studiava veniva trasferito a livello visivo sul proprio corpo, dato che ai tempi non c’erano YouTube e la possibilità di imitare qualcuno. Fino a diventare “Maxterpillar”, soprannome ricevuto mentre era artigliere di montagna – effettivo a Tolmezzo, in Carnia, nel Quarto Corpo d’armata alpino – e grazie ai risultati ottenuti in discipline come slalom gigante, biathlon, corsa in montagna, sci alpinismo e pentathlon militare.

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Max Calderan nel corso dell’ultima grande esplorazione del Rub Al Khali, il più grande deserto di sabbia del mondo (credits: Empty Quarter Studios)

Max Calderan diventerà consulente sportivo e di genomica avanzata, sfidando in solitaria i deserti più impraticabili raggiungendo traguardi incredibili e scientificamente inspiegabili. Atleta poliedrico, detentore di tredici record mondiali, ha ricoperto ruoli manageriali presso importanti aziende farmaceutiche e svolto ricerche sulla privazione del sonno e sui meccanismi di difesa che regolano la paura. Grazie al Metodo SPIA utilizza i dati derivanti dall’analisi del microbioma incrociandoli con i dati del genoma. Adatta i risultati ottenuti portando a una soluzione unica, su misura per il “paziente”, dato che il nostro DNA è unico ed esclusivo. Difficile poter generalizzare diagnosi e cure. Tutto va calibrato, così come l’alternarsi di rimedi naturali e di medicina convenzionale. Calderan critica la mancanza di personalizzazione nella somministrazione del farmaco, denunciando un indebolimento della razza umana quando si preferisce la strada della cura piuttosto che quella della prevenzione. Non tutti siamo curabili con lo stesso farmaco, perché ognuno risponde mediamente al trattamento. Il corpo va preparato a monte, affinché diventi più forte, con un sistema immunitario potente. Invece di sviluppare e consolidare i punti di forza del corpo si è scelto negli anni di curare i suoi punti deboli.

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Credits: Mauro Grigollo

Quindi che fare? Riscoprire il nostro fuoco interiore e riaccendere la nostra passione, anche se potrebbe costare il prezzo della “sicurezza”, della confortevole routine. Prenderci cura al meglio di noi stessi, sfruttando le potenzialità fisiche ed emotive del nostro corpo. Tornando alle nostre origini di uomo primitivo. Un percorso di consapevolezza corporea, imparando ad ascoltarsi.

Si…ma in maniera concreta? Scegliere una settimana non troppo piena di impegni, mettere la lancetta della sveglia 30 minuti indietro e start. Daily routine workout per otto giorni, poi tre settimane per i ottenere i primi risultati, altri tre mesi per risultati considerevoli. Tappetino fitness, due dischi propriocettivi, box propriocettivo fai da te, va bene anche una cassetta di plastica riempita con sassi levigati.

E alcune regole di base: abolizione dello zucchero in tutte le sue forme, abolizione del sale aggiunto, abolizione totale di pane, grissini e prodotti da forno, bere solo acqua – evitare il piacere del vino non è per tutti -, mangiare solo cibi biologici e di stagione, pesarsi tutti i giorni prima della colazione – questo non dovrebbe essere difficile da fare! -, orario fisso per i tre pasti principali, non mescolare troppe categorie di cibi nello stesso pasto.

E per coloro che sopravviveranno…ci vediamo tra otto, trenta o novanta giorni!

LA PERFEZIONE ESISTE

di Max Calderan
ROI EDIZIONI – 207 pagine
Euro 16,00

La citazione da ricordare

Ammettiamolo, stiamo vivendo in cattività e quella che spesso chiamiamo insoddisfazione non è altro che una distanza troppo forte da noi stessi. È forse normale stare chiusi in una macchina otto ore al giorno, respirando aria condizionata, con i muscoli contratti, il traffico, la cravatta, le onde del wi-fi, aspettando che arrivi sera per godere di una partita davanti alla TV o di un piatto di pasta? E sperare che arrivi il sabato per un giro al mare o in bicicletta? È abbastanza chiaro come concetto di addomesticazione?

 

Foto copertina – credits to Mauro Grigollo

 

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