Fabrizio Castori, il Mister Promozioni

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Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo e conoscerlo. E di apprezzarne le indiscusse qualità umane e morali. Fu il grande protagonista dell’edizione 2016 del Galà dello Sport della Provincia di Macerata, la manifestazione organizzata da Pindaro Eventi per premiare e valorizzare le eccellenze sportive di quel territorio. Mentre alcuni premiati – comportamento che abbiamo sempre fatto fatica a comprendere e accettare – dopo essere saliti sul palco e aver ritirato il proprio riconoscimento abbandonarono la sala, mister Fabrizio Castori rimase in platea fino alla conclusione della serata, per rispetto degli organizzatori e soprattutto desideroso di conoscere le tante storie di ragazze e ragazzi di provincia che non godono delle luci della ribalta ma che fanno dello sport ragione di vita, ottenendo nelle più svariate discipline ottimi risultati mai abbastanza celebrati, non valorizzati come meriterebbero. Fece “le ore piccole” al Teatro Don Bosco di Macerata, nonostante l’indomani avrebbe dovuto raggiungere l’Emilia per dirigere la sessione di allenamento del “suo” Carpi, la squadra che condusse nel 2015 a centrare una storica promozione in serie A.

Il tecnico originario di San Severino Marche con franchezza, senza reticenze, si è raccontato nell’autobiografia “Fabrizio Castori. La storia di Mister Promozioni scritta per Minerva insieme ai giornalisti Massimo Boccucci e Simone Paolo Ricci. Ha ripercorso una carriera, la sua, straordinaria, per certi versi unica nel panorama calcistico italiano: mentre altri allenatori grazie al loro passato di eccellenti calciatori hanno esordito direttamente su panchine di Serie A o B, Castori, self-made man per eccellenza, è partito dalla Seconda Categoria, riuscendo a scalare passo dopo passo tutti i campionati, conquistando ben dieci promozioni, arrivando a disputare per due volte il campionato di Serie A. E a chi gli chiese se era normale arrivare nella massima serie alla soglia dei sessant’anni, rispose candidamente che secondo lui non era normale arrivarci a quaranta. Perché Castori ha sempre fermamente creduto che nella vita tutto va conquistato con impegno e sudore, tenacia e onestà, senza aiutini e scorciatoie, compromessi e raccomandazioni.

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La copertina del libro di Minerva. (Foto Overtime)

E dire che tutto ha avuto inizio quasi per caso, sui campi dilettantistici marchigiani. Ai tempi in cui ventiseienne lavorava in una pelletteria per mantenere la famiglia, fu convinto da Renato Ciocchetti, marito di una sua collega e presidente della Belfortese, a subentrare alla guida della squadra in quel momento ultima in classifica in Seconda Categoria. Castori, scelto in virtù delle conoscenze calcistiche acquisite da discreto centrocampista di provincia, si calò alla perfezione nell’inedito ruolo conducendo la formazione a un’insperata salvezza, primo dei tanti miracoli sportivi di cui è stato artefice.

Un passo decisivo per la sua carriera fu l’approdo a Lanciano in Serie D. Il Mister, corteggiato insistentemente dai dirigenti della squadra abruzzese per avviare un nuovo ciclo, era titubante nell’intraprendere quell’avventura professionale che riteneva un salto nel buio, in quanto lo avrebbe costretto a lasciare il lavoro e ad allontanarsi per la prima volta dalla famiglia e dalle Marche. Fu l’amata moglie Paola a spazzar via ogni perplessità: “perché non vai?”. Mai scelta fu più azzeccata: alla guida dei rossoneri conquistò le promozioni in C2 e C1 sfiorando addirittura la B, acquisendo la definitiva consapevolezza che quella passione sarebbe diventata la sua nuova professione.

In quell’esperienza, così come in tutte le altre prestigiose che si sarebbero susseguite negli anni, si dimostrò un uomo semplice e genuino, estraneo a qualunque strategia e logica di marketing, che ha fatto dell’umiltà un’arma vincente, fieramente consapevole dei propri mezzi, forte e convinto del proprio credo calcistico ma mai presuntuoso o arrogante.

Ha sempre puntato su organici giovani, una preparazione atletica rigorosa e meticolosa che permette alle sue squadre di emergere nei gironi di ritorno, il pressing asfissiante, la ricerca costante e sistematica delle verticalizzazioni. E’ un allenatore preparato, che studia e si aggiorna costantemente, in grado di utilizzare al meglio le nuove tecnologie applicate al calcio. E’ soprattutto un eccellente motivatore, che cattura l’attenzione dei suoi ragazzi con espressioni precise e forti, cura le relazioni con ogni elemento, ha il polso del gruppo e del rapporto individuale in ogni momento. In tutte le piazze in cui ha lavorato, indipendentemente dai risultati raggiunti, i suoi calciatori e tutto l’ambiente sono stati “castorizzati”, marchiati a fuoco, finendo per incarnare il carattere del condottiero.

Ha avuto, come è naturale che sia in tanti anni di lavoro, alti e bassi, conosciuto promozioni, salvezze e retrocessioni, ha imparato a gestire le vittorie senza farsene travolgere ed esaltare troppo, tratto preziosi insegnamenti dalle inevitabili sconfitte. Soprattutto non ha mai cercato scuse, non gli è mai appartenuta la cultura dell’alibi, ha sempre riconosciuto senza drammi le serate o le annate storte delle proprie formazioni.

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Castori sul palco di Overtime con gli autori Boccucci e Ricci e il moderatore Andrea Marotta. (Foto Overtime)

Nel 2004 ha saputo chiedere scusa dopo la celebre rissa della finale playoff di C1 Lumezzane-Cesena, un episodio che lo vide negativo protagonista. Scontò la maxi squalifica di diciannove mesi in silenzio e senza vittimismo, nonostante la considerasse sproporzionata rispetto a quanto oggettivamente accaduto. Circondato dall’affetto incondizionato di Cesena, con una grande forza interiore, continuò ad allenare con la tradizionale passione convinto che quella sarebbe stata solo un’infelice parentesi in attesa di nuovi esaltanti capitoli della sua carriera. Durante quel periodo e tutte le stagioni romagnole, tra il 2004 e il 2007, senza mai cercare visibilità o farsi pubblicità, ha svolto anche un’intensa attività di volontariato presso la Comunità di San Patrignano, divenendone testimonial. Un impegno sociale duraturo che ha concretizzato selezionando e allenando una squadra di calcio della Comunità che, iscritta al campionato di Terza Categoria, ha conquistato –neanche a dirlo – la promozione in Seconda.

Dopo annate altalenanti, nel 2014 l’arrivo a Carpi. L’obiettivo prefissato e dichiarato della stagione era la salvezza e per raggiungerlo Castori non chiese al Direttore Sportivo dell’epoca Cristiano Giuntoli l’acquisto di fenomeni o di giocatori dal nome altisonante, ma semplicemente quello di ragazzi con una gran voglia di lavorare, possibilmente non “fighetti”. Castori trasmise tutta la sua grinta e la sua filosofia di gioco alla squadra, sempre compatta, unita, mai doma. Come nel 3-3 contro il Brescia, agguantato in rimonta dall’1-3, nonostante fosse rimasta in 9 a causa di due espulsioni e malgrado tre rigori fischiati contro. Alla fine dell’anno, dopo una cavalcata trionfale, arrivarono, assolutamente inaspettate, la conquista del campionato e la conseguente storica promozione. Castori e il Carpi, squadra di una città non Capoluogo di Provincia di appena settantamila abitanti, si affacciavano così per la prima volta in serie A.

Nella stagione 2020/21 la nuova fantastica impresa con la Salernitana. Chi pronosticava la promozione della squadra campana in Serie A? Risposta semplicissima: nessuno. Un campionato condotto sempre nelle prime posizioni, un rendimento migliore rispetto a quello di vere e proprie corazzate costruite per vincere. Merito di un gruppo fantastico plasmato da un allenatore che non segue le mode ma che, fedele alla cultura del lavoro e dell’abnegazione, impartisce ai suoi calciatori direttive semplici ed efficaci. Tanta corsa, organizzazione capillare, allenamenti durante i quali nulla è lasciato al caso. Lo sterile possesso palla lasciato agli altri, così come la costruzione del gioco dal basso che espone a tanti rischi e a cui Castori preferisce, in caso di necessità e pericolo, un bel pallone calciato in tribuna. L’attacco della profondità, la rapidità di esecuzione, la verticalizzazione sono i cardini, gli elementi essenziali del suo gioco.

Comunque andranno le sue nuove avventure, siamo sicuri che Castori resterà sempre fedele ai valori della provincia italiana in cui è cresciuto, che lo fanno sentire così simile e vicino a quelle ragazze e a quei ragazzi che si è fermato ad ascoltare e a onorare fino all’ultimo istante del Galà dello Sport di Macerata qualche anno fa.

 

FABRIZIO CASTORI. LA STORIA DI MISTER PROMOZIONI

con Massimo Boccucci e Simone Paolo Ricci

MINERVA – 207 pagine

Euro 18,00

 

Foto copertina – Fabrizio Castori al Galà dello Sport Provincia di Macerata 2016. (cronachemaceratesi.it)

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