Un sorso lungo quanto un gol

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Degustazione consigliata leggendo “Stasi Football Club. Il calcio al di là del muro” di Vincenzo Paliotto (Urbone Publishing)

Ci sono gesti atletici che vanno oltre lo sport. Risultati sportivi che possono diventare icona e chiave di lettura di processi storici e antropologici. Il tedesco Jurgen Sparwasser ne è una testimonianza vivente. Fu eroe indiscusso della DDR durante i mondiali di calcio del 1974. Il suo gol di destro alla Repubblica Federale di Germania non lascerà solo ammutolito il portiere Maier e Franz Beckenbauer ma diventerà nel tempo icona indiscussa della lotta al capitalismo. Dei piccoli contro i grandi. Di Davide contro Golia.

Chi si ispira oggi a quel gol sono Simone Chiaraluce e Marco Gagliardini, due giovani maceratesi che hanno fatto della resilienza e del coraggio il loro pane quotidiano. Un’amicizia nata ai tempi delle scuole e che oggi li vede protagonisti a Ripe San Ginesio, un borgo di circa 800 anime arroccato su un colle della valle del Fiastra. Un insediamento medievale fatto di vicoli, case addossate e scalinate. Un territorio ferito e gravemente danneggiato dai terremoti del 2016 e dall’abbandono delle istituzioni.

Ma i marchigiani si sa, sono gente del fare. Palla a terra e pedalare.

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Ripe San Ginesio. (malaripe.com)

Dopo il terremoto Simone lascia Roma, dove sta studiando restauro. Marco abbandona lo studio in cui si occupa di amministrazioni di condomini. Partecipano al bando “Borgofuturo”, progetto ambizioso che si pone come obiettivo una riqualificazione sostenibile. Il Comune di Ripe San Ginesio mette a disposizione locali per valorizzare e recuperare il centro storico. I ragazzi ci mettono la loro passione offrendo un prodotto artigianale, genuino e indipendente.

Nel 2017 all’interno delle mura di via Roma, in pieno centro, aprono un birrificio artigianale. Il marchio ha il chiaro intento di evocare la località di appartenenza. Ma anche di ironizzare sulle difficoltà iniziali ad essere accetti in paese. I loro capelli lunghi e i piercing sono accostati al poco di buono.

A pochi mesi dal terremoto nasce MalaRipe.

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Simone Chiaraluce e Marco Gagliardini. (malaripe.com)

Il progetto ha una filosofia ben chiara alla base. La produzione di birra non è solo un lavoro ma un sostegno concreto al territorio. La soddisfazione non arriva dal vendere e produrre il più possibile ma dal vedere gli anziani giocare a carte mentre bevono le loro IPA. Una vera e propria rivoluzione in paese. Non più Moretti e Peroni tra una briscola e un tre sette, ma le birre di Simone e Marco.

La linea “classica” di MalaRipe è infatti una linea di birre quotidiane, che esprimono al meglio l’idea di una bevuta socializzante. Birre senza eccessi e fedeli agli stili, ispirate principalmente al mondo anglosassone. Birre di carattere, ma non impegnative, che non disprezzano la presenza del luppolo, mai invadente. L’equilibrio è delicato e strutturale. Birre oggi notevolmente più evolute rispetto a quelle del 2017 e del 2018, grazie al nuovo impianto isobarico. Si è passati infatti dal rifermentare in bottiglia al posizionamento della birra già gassata in vetro. Si ottengono birre che strizzano l’occhio alla freschezza, alla pulizia alla stabilità e alla facilità di bevuta.

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Gli impianti del birrificio artigianale MalaRipe. (malaripe.com)

Oggi sono cinque le birre prodotte tutto l’anno. Circa quindici tra collaborazioni e limited edition.

Il cavallo di battaglia è la “Sparwasser” (German Pilsner – alc. 4,8%). 1000 litri al mese quando le cose vanno bene. Classica Pils a bassa fermentazione in stile tedesco, dal color giallo paglierino cereale, schiuma fine e persistente a carbonazione media. Una birra non pastorizzata e non filtrata, secca, che offre al palato note maltate e di cereali ben equilibrate dall’utilizzo di luppoli nobili. Il finale è amaro, pulito e non invasivo. Ho apprezzato molto il sentore di malto, di miele e di cereale. Ben evidente anche la parte luppolare con le sue note erbacee e speziate. Una birra da bere in ogni occasione, soprattutto in compagnia di amici, durante una partita di calcio.

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Perché, come confessato da Simone, alla base delle birre made in Ripe San Ginesio c’è uno studio univoco: l’elemento romantico e socializzante della bevuta. Un elemento che unisce e che è possibile riscontrare nello sport. Che è possibile riscontrare nei gol di Riccardo Zampagna e nel gol di Sparwasser del 1974. Non solo perché il cuore politico di Chiaraluce e Gagliardini è spostato a sinistra, ma perché quel destro di Jurgen è metafora del mondo della birra di oggi.

Quella di MalaRipe è infatti una lotta silenziosa contro la grande distribuzione. Una lotta che si inserisce in un particolare momento storico. Il processo evolutivo e il cambiamento del consumo di birra in Italia è sotto gli occhi di tutti. I micro birrifici stanno letteralmente condizionando i grandi brand. Sul mercato della grande distribuzione si stanno posizionando nuove linee prodotto, birre sempre meno gassate, dal taglio aromatico e dalle caratteristiche organolettiche molto distanti da ciò che eravamo abituati a bere fino a pochi anni fa.

sparwasser malaripe

Il motivo evocativo dello sport e del calcio sono l’elemento verbale e grafico di un’altra birra prodotta da MalaRipe: la “Poggi & Volpi”. L’etichetta disegnata da Ugo Nooz Torresi ritrae in una versione pop art e un po’ psichedelica le figurine più introvabili d’Italia a cavallo tra il 1997 e il 1998: quelle dell’attaccante dell’Udinese Paolo Poggi e del centrocampista del Bari Sergio Volpi. «Etichette disegnate per racchiuderci dentro il grosso inganno dell’adolescenza, ma anche per far conoscere meglio e vendere meglio il prodotto» svela Simone Chiaraluce. Etichette tutte molto belle e ben fatte a mio avviso. Mi permetto solo di segnalare che l’etichetta della Sparwasser ritrae una maglia tedesca che non è quella di Jurgen Sparwasser, ma della Repubblica Federale di Germania che vinse Italia ‘90 – ultimo mondiale con la Germania divisa.

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Poggi & Volpi (Hazy IPA – alc. 7,5%) è una birra proteica estremamente luppolata, dall’aspetto velato e dal tenore alcolico importante. L’utilizzo di un ceppo particolare di lievito le dona un corpo morbido e fruttato, accompagnato da una luppolatura dal tocco tropicale e un finale amaro. Il frumento e l’avena forniscono un bel corpo vellutato (si usano proprio per questo). È sicuramente la più spinta di MalaRipe sul fruttato. Molto presente il mango.

MalaRipe è un progetto romantico. Per Simone e Marco un progetto umile e resiliente. Ed è la resilienza alla base di Zona Rossa” (American Amber Ale – alc. 6,4%). Un nome evocativo che tocca immediatamente al cuore. Un nome che porta alla memoria quanto Ripe San Ginesio e tutta la provincia di Macerata hanno vissuto e stanno vivendo dopo i terremoti del 2016 – ragazzi, chapeau per quello che fate!

malaripe zona rossa

Zona Rossa è una birra ambrata prodotta con luppoli americani (Simcoe, Amarillo, Chinook) e malti caramellati. Schiuma fine e compatta, limpida, dalla media carbonazione. Birra dallo stile inglese inconfondibile, ad alta fermentazione, non pastorizzata e non filtrata. Al naso sentori agrumati e resinosi. In bocca amara con una decisa controparte maltata che ne bilancia il gusto. Una birra dalla bevuta semplice, ma non banale. Perfetta per essere sorseggiata sul divano con gli amici, in attesa dei gol della domenica.

A proposito, «… e tu dov’eri quando Sparwasser segnò?»

SPARWASSER (2019)

di Birrificio artigianale MalaRipe

ALC 4,8% vol – 330ml

Euro 3,00

 

Foto copertina – Il birrificio artigianale MalaRipe di Ripe San Ginesio. (malaripe.com)

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Un commento

  1. […] Lettura consigliata degustando “Sparwasser” (Birrificio artigianale Malaripe) […]

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