TEDxMacerata, Overtime porta in scena le “Transizioni” di Marina Romoli

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Il passaggio epocale, lo scarto tra un prima e un dopo, il guardare dalla soglia quello che è stato e non è più e quello che non è ancora ma forse sarà. Sono queste le tematiche che, venerdì 1 luglio alle ore 21 presso il suggestivo cortile del Castello della Rancia di Tolentino, hanno dato vita a “Transizioni”, quarta edizione del TEDxMacerata, prima città marchigiana licenziataria del noto format americano.

Organizzato dall’associazione Argo con il patrocinio del Comune di Macerata, il sostegno del main sponsor, associazione Design Terrae e di Med Store, Fintel Gas&Luce, e dei partner Overtime Festival, Politeama, Inkal, One Sec Translations, Design for Craft, il format ospitato all’interno della cornice del Design Terrae Festival, si è avvalso di cinque speakers che hanno “inforcato” gli occhiali della contemporaneità per indagare da angolazioni diverse il tema della transizione.  Ad orchestrare gli interventi in chiave di presentatore della serata, Riccardo Minnucci, voce del mondo dello spettacolo, tra cinema, musica, eventi e sport.

Il Castello della Rancia di Tolentino, teatro di TEDxMacerata. (Foto di Giulia Gianfelici)

L’abbandono di un’epoca e la reimmissione nel flusso, il passaggio da un modo e da una condizione di essere a un altro, da una civiltà all’altra. In questo transito, per quanto faticoso e rischioso sia, maturano nuove forme sociali e di costume, nuove concezioni e produzioni culturali, letterarie, artistiche anche per mezzo della spinta tecnologica. Per un verso dunque la rinuncia alle certezze, agli schemi interpretativi collaudati. Per un altro, l’apertura al possibile, al nuovo, alla mutazione della soggettività e dei confini pubblico-privato che impattano ambiti quali la politica, l’economia, la religione. Questo sfaccettato ed affascinante tema che ci tocca sempre più da vicino, è stato affrontato da tanti punti di vista diversi.

Il cambiamento come passaggio dalla sconfitta alla trasformazione in un nuovo modo di percepirsi e vivere è stato il focus del talk “Transizione come viaggio dal non essere all’essere” in collaborazione con Overtime Festival. Lo speech ha visto sul palco Marina Romoli, ex ciclista professionista classe 1988 , vice-campionessa mondiale nel 2006 in linea tra le juniores sopravvissuta a un terribile incidente stradale, che l’1 giugno 2010 interruppe la sua carriera costringendola sulla sedia a rotelle.

Dopo un lungo periodo di riabilitazione Marina ha recuperato quasi totalmente la sua indipendenza, pur continuando ad essere destinata a trascorrere il resto della vita su una sedia a rotelle. La disabilità, però, non ha fermato la sua determinazione: nel febbraio 2021 consegue la laurea in Neuroscienze cognitive e riabilitazione neuropsicologica e oggi è ad un passo dall’iniziare ad esercitare come psicologa. Dal 2013 è presidente della Marina Romoli onlus, associazione no-profit impegnata nel finanziamento della ricerca per una cura della lesione spinale.

Marina Romoli ospite di TEDxMacerata. (Foto di Giulia Gianfelici)

D’altra parte, come esseri umani siamo chiamati ad evolverci nel corso della vita per meglio adattarci ai cambiamenti. L’evoluzione è fatta di periodi di transizione nei quali inevitabilmente dobbiamo affrontare una sfida con noi stessi: scegliere quale parte del nostro sé lasciar andare, quale vogliamo acquisire e su quali valori fondanti del nostro essere rimanere ancorati. Nello sport, come nella vita, sperimentare la perdita e la sconfitta è un passaggio fondamentale per potersi trasformare da semplici atleti a grandi campioni. L’unica via è risolvere il conflitto tra la volontà e la paura di cambiare, smettere di definirsi come entità cristallizzate e concedersi tutte le potenzialità dell’essere.

Ad introdurre e a chiudere la serata il progetto MESCƎ, collettivo di quattro musicisti, Marco Meo (voce e tamburello marchigiano), Serena Abrami (voce), Enrico Vitali (chitarra ed effetti), Cristian Latini (organetto e fisarmonica) che unisce sonorità arcaiche e testi della musica popolare a tessiture elettriche ed elettroniche.

 

Transizioni – Il tema dell’edizione 2022

Quante volte ci troviamo nella condizione di pensare o di dire “è una fase di passaggio”, “passerà” o “è finita un’epoca”?
Un’epoca è una sospensione (ἐποχή = epoché) dello scorrere del tempo, che fa emergere un certo momento storico come distinto e distinguibile da tutti gli altri, e, in essa, il flusso continuo della storia, per un momento, si interrompe e si crea una discontinuità in virtù della quale quel che era prima appare diverso da quel che sarà poi.

La transizione è l’abbandono di un’epoca e la reimmissione nel flusso. Un passaggio da un modo e da una condizione di essere a un altro, da una civiltà all’altra, durante il quale si maturano nuove forme sociali e di costume, nuove concezioni e produzioni culturali, letterarie, artistiche anche per mezzo della spinta tecnologica. Una fase intermedia di un processo in cui avvengono scambi di energia tra sistemi diversi, nella quale si altera la condizione di approssimativo equilibrio, in maniera spesso improvvisa e discontinua, coinvolgendo entità lontane tra loro senza passaggi intermedi.

Il Castello della Rancia rivisitato in chiave TEDxMacerata. (Foto di Michele Mobili)

La transizione è, pertanto, un momento rischioso: rinuncia agli appigli che un’epoca offre, ai fatti consolidati che la definiscono, ai suoi schemi collaudati per interpretarli, riconfigurando e prefigurando gli elementi già presenti in un nuovo ordine di senso, con molta immaginazione, l’epoca nuova che, si lascia a malapena intravvedere o ancora non si scorge affatto. Un elemento chiave della transizione è la mutazione della soggettività, intesa come tratto irriducibile e irripetibile del singolo a differenza di tutti gli altri, in un periodo connotato dalla rete e da iperconnessioni senza precedenti. Ciò ridisegna in profondità i confini tra pubblico e privato, tra individuo e comunità, e caratterizza in modo unitario e nuovo alcuni fenomeni apparentemente non correlati, come i processi di generazione di valore nel mondo del lavoro, il (non) dibattito pubblico, le concezioni economiche mainstream, le attività pratiche, la ricerca della felicità, fino alla religione.

Il caso di Martina Romoli, d’altra parte, insegna che come esseri umani siamo chiamati ad evolverci nel corso della vita per adattarci ai cambiamenti. L’evoluzione è fatta di periodi di transizione nei quali inevitabilmente dobbiamo affrontare una sfida con noi stessi: scegliere quale parte del nostro sé lasciar andare, quale vogliamo acquisire e su quali valori fondanti del nostro essere rimanere ancorati. Nello sport, come nella vita, sperimentare la perdita e la sconfitta è un passaggio fondamentale per potersi trasformare da semplici atleti a grandi campioni. L’unica via è risolvere il conflitto tra la volontà e la paura di cambiare, smettere di definirsi come entità cristallizzate e concedersi tutte le potenzialità dell’essere.

 

Foto copertina – Martina Romoli sul palco di TEDxMacerata. (Giulia Gianfelici)

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