Una storia chiamata “racchetta”

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Pare che la prima versione del tennis sia stata inventata dagli antichi egizi che colpivano la palla con il palmo della mano, “rahat“, da cui l’origine della parola “racchetta“.

Anche i monaci francesi dell’XI e del XII secolo giocavano a mani nude ma dopo breve tempo, e  diverse lesioni alle dita, hanno iniziato a indossare guanti di pelle appositamente progettati, poi sono passati a utilizzare solide pagaie di legno, fino ad arrivare  finalmente a quello che nel XIV secolo assomigliava a una racchetta con corde di budello di pecora legate in un telaio di legno di sughero avvolto in un panno sostituito dalla pelle. Il manico era lungo e la testa piccola e a forma di goccia. Un po’ come un odierno squash, si giocava al chiuso ma, a differenza di questo, sempre attraverso una rete e non contro un muro.

storia racchetta tennis

La copertina della prima edizione di “Lawn Tennis” di Walter Clopton Wingfied, pubblicato nel febbraio 1874. (Foto da Gillmeister: Kulturgeschichte des Tennis, in pubblico dominio)

E’ il 1874 quando Walter Clopton Wingfield, ufficiale dell’esercito britannico, inventa la prima racchetta moderna, registrandone il brevetto, insieme alle regole di un gioco chiamato “sphairistiké” (dal greco “giocare a palla”), una sorta di tennis su prato all’aperto, generalmente considerato la prima versione di ciò che giochiamo oggi. Dopo appena un anno, le attrezzature di Wingfield trovano un florido mercato anche in Russia, India, Canada e Cina. La testa della racchetta diventa ovale e ha già le dimensioni di quelle di legno negli anni ’70, un po’ più larga e spesso appiattita verso l’alto. Diventa lo standard per il tennis del XIX secolo e rimane la stessa fino al 1947 quando viene introdotto un nuovo telaio di legno laminato più flessibile

Sebbene la racchetta con la testa in metallo esistesse già dal 1889, l’uso del legno come materiale per il telaio non ha subito alcuna vera sfida fino al 1957, con René Lacoste. Wilson nel 1957 brevetta la prima, che appare nell’omonimo catalogo solo nel 1969, mentre nel 1967 Wilson Sporting Goods introduce la T2000 che diventa un vero e proprio best seller. Jimmy Connors è lo user più famoso, utilizza il telaio in acciaio dalla gola lunga e dalla testa piccola giocando ai vertici del tennis professionistico maschile per gran parte degli anni ’70.

Intant Howard Head propone con Prince la prima racchetta oversize, telaio in alluminio e un’area corde più grande del 50% rispetto a una standard in legno. Molto apprezzata dai giocatori meno esperti.

Gli anni ‘80 sono il tempo della graphite che dà alle racchette rigidità e leggerezza. E Dunlop crea il mito della Max 200G, presentata nel 1982 come “la racchetta da tennis più potente del mondo”. Per lei scoppiano i casi Navratilova e Camporese ed è ancora oggi ricercatissima nelle aste di tutto il mondo.

Per il legno è tempo di lasciare il passo.

Ma… cosa penserebbero i monaci francesi medievali?

 

Foto copertina – La tennista statunitense May Sutton in posa con la sua racchetta. (Foto da “The Complete Lawn Tennis Player” di Myers, A. W, in pubblico dominio)

 

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