Adesso dovete fermare il tempo, adesso

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11 luglio 1982

Che ne sanno i millennial dei treni espresso, del posto passeggero nel corridoio che diventava stritolante in prossimità delle stazioni di Rimini, Bologna e Milano – chi scrive viene dalle Marche. Che ne so io – fortunatamente – degli anni di piombo, dell’atmosfera che si respirava a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta nel nostro paese.

Per chi volesse fare un corso accelerato c’è l’ultima fatica dell’amico Paolo Castaldi, edita da Feltrinelli Comics.

11 luglio 1982

La copertina del libro.

Fumettista e visual artist milanese, classe 1982. I suoi graphic novel sono pubblicati in vari paesi d’Europa e del mondo. Il suo debutto avviene nel 2009 con Nuvole Rapide vol.1 a cui segue il secondo volume nel 2010, entrambi editi da Edizioni Voiler. Nel 2011 inizia la prolifica collaborazione con Edizioni BeccoGiallo, casa editrice specializzata nel fumetto d’impegno civile. La sua prima opera con questa casa editrice, Etenesh, l’Odissea di una migrante vince in Italia il Premio Boscarato come Miglior autore esordiente, e in Francia, il Prix Valeurs Humaines.

Pubblica in seguito Diego Armando MaradonaChilometri ZeroGian Maria Volonté (su testi di Gianluigi Pucciarelli), Pugni, Storie di boxe (su testi di Boris Battaglia) e Allen Meyer, graphic novel che inaugura Rami, la prima collana fiction di BeccoGiallo Editore.

Nel 2018 arriva una storia di supereroi “made in italy”, 365 (sceneggiatura di Lorenzo Palloni, Edizioni Shockdom) e Zlatan, graphic novel che segna il suo debutto per la collana Feltrinelli Comics edita da Giangiacomo Feltrinelli Editore e diretta da Tito Faraci. Sarà la sua consacrazione in ambito sportivo. Castaldi è considerato a mio avviso il maestro del graphic journalism sportivo.

Ma veniamo a noi.

11 luglio 1982: una data entrata nel mito, legata per sempre alla storica finale dei campionati Mondiali di calcio in cui l’Italia vinse 3-1 la partita contro la Germania Ovest. Un trionfo non soltanto sportivo, ma un momento di profonda condivisione che fu in grado di annullare le distanze tra classi sociali, generazioni, paesi e città, Nord e Sud.

11 luglio 1982

L’esultanza tricolore che unisce l’Italia, da nord a sud.

In occasione del quarantennale dell’evento, Paolo Castaldi racconta la vicenda di una famiglia che, salita su un treno a Milano per raggiungere la Sicilia, vive istante per istante lo svolgersi della partita, ascoltando nelle radioline la cronaca, le grida di esultanza per i gol, le azioni decisive, condividendo con gli altri passeggeri la trepidazione dell’attesa. Stazione dopo stazione, un chilometro dopo l’altro, leggiamo il racconto di una vittoria insperata, capace di unire il Paese in una festa che ha il sapore di una rinascita.

Un libro che si legge in un attimo, ma mai banale. Castaldi nelle 112 pagine (tutte a colori, formato 16×24) è in grado di esorcizzare la paura di un periodo difficilissimo per il nostro Paese, fatto di divisioni, attentati e timori – vedi riferimento all’omicidio di Guido Rossa a firma delle Brigate Rosse. Le immagini dell’Italia Mundial che diventano storia: l’urlo di Marco Tardelli, la coppa sollevata da Dino Zoff, le braccia alzate del presidente Sandro Pertini.

Le scene di gioco sembrano riapparire nei vecchi televisori a tubo catodico. La scelta del chiaro scuro per lo storytelling del viaggio in treno, il colore forte e deciso per i caroselli. Le emozioni sono raccontate con arte dalla matita dell’autore milanese, le tavole delle stazioni attraversate dal treno dei protagonisti sono cariche di intensità. Commovente l’abbraccio e i festeggiamenti a Roma Tiburtina: tappi al cielo per gli adulti, bomboloni caldi per i più piccoli. Geniale la scelta di chiudere con l’album ricordo di famiglia “Estate 1982”, vero amore catartico.

11 luglio 1982

I festeggiamenti a Roma Tiburtina.

In Claudio e nella sua esultanza tutti noi italiani.

Nel ricordo affettuoso di Paolo Rossi, la nostra gratitudine.

11 LUGLIO 1982

di Paolo Castaldi

FELTRINELLI COMICS – 112 pagine

Euro 17,00

 

La citazione da ricordare

«Guardavo la folla, i compagni, le bandiere dell’Italia sventolare ovunque, e dentro sentivo un fondo di amarezza. “Adesso dovete fermare il tempo, adesso,” mi dicevo. Non avrei più vissuto un momento del genere. Mai più in tutta la mia vita. E me lo sentivo scivolare via. Ecco: era già finito…»

Paolo Rossi

 

 

Foto copertina – Il capitano azzurro Dino Zoff solleva la Coppa del Mondo.

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