Qualche tempo fa, Storie all’Overtime aveva avuto il piacere di ospitare le vicende sportive di Monia Cardin, atleta trevigiana di punta dell’ANED Onlus, Associazione Nazionale Emodializzati e Trapianto (https://overtimefestival.it/storie-allovertime-monia-cardin-limpagabile-normalita-dello-sport/). In quell’occasione, avevamo avuto modo di raccontare il ritorno alla vita di una giovane donna imprenditrice, moglie e madre, tramite il potente ed efficiente strumento dello sport. Ricordiamo, infatti, come l’esistenza di Monia fosse gravemente oppressa dalle precarie condizioni fisiche, inficiate da ripetute malformazioni e disfunzioni renali che l’avevano condotta a ben due trapianti. Ed abbiamo, altrettanto bene, scolpite nella memoria le emozioni uniche che l’anno condotta sul gradino più alto della gara dei 100 metri ai Campionati Europei per Trapiantati e Dializzati di Cracovia, in Polonia.

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In questi primi mesi di settembre, con l’avvio delle nuove stagioni agonistiche, ci è di fatto obbligo non dimenticare i circuiti sportivi di quegli atleti che hanno dovuto ricorrere, nel corso della propria esistenza, al trapianto di organi. Tanto più che, dietro alla partecipazioni a queste manifestazioni, si celano allenamenti e preparazioni chirurgici, data la delicatezza delle strutture fisiche degli atleti in gara. Lo facciamo tramite la competizione più importante della categoria: i ventesimi World Transplant Games (WTG), ovvero i Giochi Mondiali per Trapiantati, andati di scena, per l’edizione 2015, a Mar del Plata in Argentina. Le competizioni, svoltesi dal 23 al 30 agosto scorso, hanno rappresentato molto di più che un incontro internazionale sportivo; si è trattato, a tutti gli effetti, della promozione e  della sensibilizzazione dell’opinione pubblica mondiale sul delicato tema delle donazioni d’organi e tessuti. Esemplari i dati sulla efficacia della mission alla base dell’organizzazione: l’incremento di donazioni nei Paesi ospitanti i Giochi nelle precedenti edizioni  è stato mediamente del 30%.

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La spedizione italiana ai Giochi è stata realizzata di concerto tra l’ANED, medaglia d’oro al merito sella Sanità Pubblica, e il Centro Nazionale Trapianto. Un’organizzazione, impreziosita dalla partecipazione di amici e soci sostenitori, che è riuscita a portare in Argentina una squadra di ben 13 atleti azzurri, trapiantati di rene, fegato e midollo osseo. Oltre alla già citata in apertura Monia, ci preme ricordare i loro nomi: Lucio, Sonja, Carolina, Daniele, Georg, Federico, Ermanno, Margherita, Gianni, Carolina, Angelo e Gabriele. Tredici ragazzi che, nell’avversità, hanno potuto contare sulla possibilità del trapianto. Un passo importante nella direzione di una risoluzione definitiva delle differenti problematiche, ma anche una piccola grande vittoria dell’esistenza, se si pensa che nel 2014 gli interventi fatti sono stati meno di 3 mila e che più di 9 mila sono i pazienti in lista d’attesa.

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Overtime Festival, tramite un abbraccio collettivo che coinvolge atleti, organizzatori e sostenitori, rinnova con forza il proprio impegno e l’abnegazione al servizio dell’etica sportiva.

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http://www.trasplantados2015.gob.ar/