NBArt, Raffaello e la palla a spicchi

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Alla domanda “quale evento sportivo ricordi con particolare piacere?” ho sempre risposto nella stessa maniera: le Olimpiadi di Barcellona 1992. Le ho vissute con la spensieratezza dell’adolescenza.  Di chi ha tempo e voglia di guardare, di immedesimarsi nei suoi eroi preferiti. Di emozionarsi e apprendere come una spugna.

Rimarranno nella mia memoria la delusione per non aver potuto vedere volteggiare agli anelli Jury Chechi, la cerimonia di apertura con quella freccia infuocata che per poco esce dal braciere olimpico, la sfida Lewis-Powell nel salto in lungo, le stoccate del fioretto di Giovanna Trillini. Il viso sorridente di Fabio Casartelli e quella tutina celeste che ci viene riproposta ogni “maledetto” 16 agosto. Ratko Rudić e il suo settebello: quell’11-8 contro i padroni di casa che non racconta la sofferenza sportiva di quell’incredibile e interminabile partita!

Ma soprattutto per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, la squadra di basket degli Stati Uniti ha tra le sue file le stelle della NBA: quello che diventerà il “Dream Team”. La squadra da sogno. 4 Christian Laettner; 5 David Robinson; 6 Patrick Ewing; 7 Larry Bird; 8 PScottie ippen; 9 Michael Jordan; 10 Clyde Drexler; 11 Karl Malone; 12 John Stockton; 13 Chris Mullin; 14 Charles Barkley; 15 Magic Johnson.

Una squadra in grado di staccare tutti gli avversari in maniera imbarazzante. Come non era mai avvenuto, una media di 44 punti a partita. Giocatori in grado di far sognare appunto, di emozionare e di avvicinare migliaia di ragazze e ragazzi alla pallacanestro e all’NBA.

 

Giò Ross e Flavio Sirotti.

Tra loro forse anche Flavio Sirotti, urbinate, classe 1975. Oggi istruttore di pallacanestro presso il Dipartimento di Scienze Motorie, Sportive e della Salute dell’Università di Urbino. La sua passione per la palla a spicchi è questione endemica. Oltre che sul campo ne fa un business in giro per il mondo. Apre come direttore tecnico l’agenzia di viaggi Eventour, e dopo un viaggio a Boston nel 2008 per seguire la sua squadra del cuore condivide con la moglie un nuovo progetto: «E se organizzassimo viaggi organizzati per gli appassionati?». Nasce il tour operator ViaggiNBA, con l’obiettivo di far vivere ai tifosi l’emozione degli spalti e dello show più bello del mondo: la National Basketball Association, la principale lega professionistica di pallacanestro degli Stati Uniti d’America e del Canada.

Un tour operator unico nel suo genere in Italia, in grado di unire accompagnatori, tour, visite guidate a negozi, hotel in cui alloggiano le franchigie. E ovviamente ticket per le partite. Pacchetti per appassionati non di basket, ma di Nba. Giovani e famiglie che seguono con passione i loro idoli: Stephen Curry, Kevin Durant. LeBron James. Tifosi dello spettacolo e non della singola squadra (concetto non semplice da comprendere nel nostro paese). ViaggiNBA organizza 12/14 trasferte l’anno, per gruppi di 20/25 persone fino a un massimo di 40, a partire da circa 1.000 euro. Fanno eccezione tour in occasione delle Finals, per cui si può arrivare anche a 3/4.000 euro a pacchetto.

Poi durante il lockdown l’ispirazione.

L’idea parte nel 2020, anno in cui si celebrano i 500 anni dalla morte di Raffaello e anno della tragica scomparsa del cestista Kobe Bryant. Flavio propone all’amico e compaesano Giovanni Rossi, in arte Giò Ross, di creare una mostra, o meglio una collezione fuori dagli schemi. Immagini sorprendenti dei dipinti più celebri di tutti i tempi rivisitati in chiave pop, accostate alle grandi icone del basket americano.

Giò Ross, classe 1972, frequenta l’istituto d’arte e scuola del libro sezione incisione a Urbino. Poi si laurea al Dams (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) di Bologna. Oggi pittore e insegnante di storia dell’arte al Liceo classico Raffaello di Urbino, ha all’attivo esposizioni in tutta Italia. La sua caratteristica è quella di dare vita a rappresentazioni oniriche. Amante dello sport da sempre, praticante di tennis e calcio, vive la proposta di Flavio come una incredibile occasione: rivivere la sua passione antica per lo sport in chiave artistica, generare un binomio inedito, una associazione tra sport e arte.

Decide di fare qualcosa di nuovo: unire e fondere icone differenti e lontane l’una dall’altra, ma che in comune hanno una grande forza, la capacità di ispirare e far innamorare della propria passione intere generazioni, soprattutto i più giovani. Plasmare delle vere e proprie nuove leggende, suggellando un’alleanza immaginaria in un luogo eterno. Il risultato è un mix esplosivo e sorprendente: “icone dell’Arte e dello Sport” che trovano vita assieme in un connubio indissolubile da cui affiora un’immagine curiosa e affascinante, anche sotto forma di composizione d’autore. Lo slancio creativo e l’intuizione iconografica nasce da quell’intimo sentimento ancestrale di gratitudine verso i creatori di sogni, verso coloro che ci fanno volare ed entusiasmare nella nostra vita.

La locandina della mostra.

«Dal punto di vista tecnico sono stato investito di un nuovo ruolo. Un sarto grafico, una nuova entità per creare immagini surreali attraverso un esercizio pratico di una certa raffinatezza e accuratezza» mi racconta. Le casacche dell’NBA fatte indossare ai grandi capolavori dell’arte cercando di trovare un’armonia universale. Più di venti opere, piuttosto grandi (150x150cm o 90cmx150cm), ma la produzione è in continua evoluzione. Si parte da collage e fotografie personali di Giovanni che riedificano i capolavori dell’arte, integrandosi con immagini inventante. Bozzetti ritoccati e modificati digitalmente, per poi essere ritrattati a mano. Un continuo esercizio di stile a tecnica mista.

«Le composizioni sono assolutamente originali. È stata trovata una formula magica, un gioco inedito per esprimere un abbraccio idilliaco in una rappresentazione unica e profondamente sentita – continua Giò Ross. – L’idea di fondere due mondi così diversi ha l’intenzione di poter contribuire a stimolare la curiosità dei giovani verso il mondo dell’arte e dei dipinti più famosi, per apprezzarne la bellezza e per capirne la storia che raccontano. Le sfaccettature che si possono aprire sono diverse.

Sono immagini che proiettano la mente verso lidi imprevedibili, perché sollecitano l’immaginazione. Un interscambio tra sport e arte. Un viaggio idilliaco ed estetico del Dream Team dell’arte, una nave che attraversa gli oceani, partendo da Urbino verso gli Stati Uniti».

Micheal Jordan incontra l’arte e la cultura pop.

NBArt, la mostra di Giò Ross, è esposta da sabato 18 dicembre presso il Collegio Raffaello di Urbino, promossa e patrocinata dal Consiglio Regionale-Assemblea legislativa delle Marche e dal Comune di Urbino, organizzata dal centro socio-culturale “Don Italo Mancini” di Schieti. Attivo dal 1997, il centro intitolato al suo più illustre compaesano Mancini – filosofo di fama nazionale e internazionale – ha organizzato molteplici attività culturali, presentazione di volumi, incontri, spettacoli teatrali, eventi e mostre. Tra queste spicca “Arte in equilibrio” a cura di Vittorio Sgarbi.

La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino a domenica 20 febbraio 2022. Apertura dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Ottima la risposta di pubblico nei primi giorni, testimoniata dai tanti selfie di rito al fianco dello “sportivo” Viandante sul mare di nebbia.

Questo primo appuntamento vuole essere solo l’inizio di un percorso in continua evoluzione che sarà tenuto “vivo” nelle settimane, organizzando momenti di incontro e di scambio approfondendo il connubio arte e sport. Saranno coinvolti studiosi, professori, scrittori, esperti d’arte e campioni sportivi. NBArt a Urbino è la prima tappa di un lungo viaggio che possa permettere di esportare la rassegna in Italia e negli Stati Uniti, terra aperta alle nuove tendenze, forme d’arte e contaminazione. Tappe che potrebbero essere impreziosite anche da supporti multimediali, in grado di valorizzare le opere con sound effects, luci e contributi video. Una mostra ancor più innovativa e interattiva.

Con lo scopo di incuriosire e invogliare gli spettatori a scoprire il luogo dove tutto è nato. Urbino, nel cuore delle Marche.

Dove l’arte e la bellezza si respirano da secoli.

 

Per i curiosi… Flavio tra due settimane lo trovate al Madison Square Garden per New York Knicks vs Los Angeles Clippers!

 

Foto copertina – Un inedito Raffaello con la canotta dei Lakers.

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