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David Lynch, Neil Young e James Joyce sfidano il Tottenham di Mourinho

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Si chiama Neil Young, come il cantautore, invece lavora alle ferrovie suburbane di Liverpool. A Natale era di turno. È andato al lavoro, la sera ha invitato sua madre a cena a casa, ha cucinato e dopo s’è chiuso in una stanza a guardare la partita del City of Liverpool Football Club contro il Buxton. È così che si fa l’allenatore in ottava divisione, diciamo pure: la serie H. È così che esercita l’allenatore del Marine Association Football Club, piccola squadra di Crosby, nel Merseyside, sesto posto in classifica. Aveva un derby da preparare, diamine. «Ci siamo allenati il ​​22 dicembre e ho informato la squadra delle sue responsabilità nel periodo natalizio. Sono bravi ragazzi e si prendono cura di sé stessi». Hanno vinto 2-1 e Neil Young ha detto ai giornali inglesi che così «si sono guadagnati il ​​pasto del dopo partita, una varietà di piatti portati da un negozio di patatine fritte».

(Young allenatore a Crosby l’avete notato, vero?).

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Neil Young, the “Diligent One”. (Paul Greenwood/REX/Shutterstock/mirror.co.uk)

Questo è il mondo che domani va a sfidare il Tottenham di José Mourinho, in una partita della quale l’Inghilterra parla già da un mese. Da quando a fine novembre, battuto ai supplementari nel turno precedente l’Havant & Waterlooville per 1-0 con gol di Niall Cummins, un insegnante, il portiere Bayleigh Passant uscì dal campo vestito com’era e andò al mini market di fianco a comprare le birre per i tifosi. È il giorno più importante nella storia del Marine. In soli otto minuti il club aveva venduto i 500 biglietti disponibili per Rossett Park, impianto da tremila posti. Il Covid ha poi cancellato la possibilità anche di aprire lo stadio solo a loro. Il Marine ne ha messi in vendita altri, simbolici, per ricordo, di sostegno al cub, e sono andati esauriti pure quelli. Pare che chi vive in Jubilee Road o in Rossett Road, qualcosa dai balconi o attraverso le reti di recinzione riuscirà a vedere.

«È roba da favola, non è vero? Tecnicamente abbiamo vinto la Coppa per dove siamo arrivati». La chiamiamo favola per convenzione. Per il calcio sempre più distante dalle masse e dalle sue radici popolari, una partita così dovremmo chiamarla una salvezza. A patto che ci sia la voglia di vederlo. Mourinho ne ha. L’ha descritta come «una cosa bellissima» e ha detto di sentirsi emozionato. «Ho imparato ad amare la Coppa d’Inghilterra da bambino. Il modo migliore per rispettarli è mandare in campo i giocatori contro cui vogliono giocare. Li rispetteremo». Andy Hunter sul Guardian racconta stamattina che i vicecampioni d’Europa del 2019 si spoglieranno in un posto che si chiama Arriva Suite, che in genere si affitta a 160 sterline per matrimoni, feste di famiglia e battesimi. Alt. Con 160 sterline vi danno anche il DJ e la security. Che volete di più. “Una staccionata e una rete montata per non far uscire i palloni dal campo, per ridurre il numero di finestre rotte nei pareggi, sono tutto ciò che si frappone tra uno degli allenatori più vincenti del calcio e gli abitanti del posto”.

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Birra per tutti, offre Bayleigh Passant. (sport.sky.it)

È da un mese che i giornali inglesi aggiornano pure il conto delle posizioni di differenza in classifica tra le due squadre. Nell’ultimo exit poll oscillava intorno al numero 168 e in ogni caso si tratta del divario più ampio mai esistito nella lunga storia della Coppa e probabilmente in una partita ufficiale nella storia del calcio.

Neil Young ha pensato un po’ all’idea di dover dare la mano prima della partita a Mourinho e se n’è uscito dicendo che «se dovessi darmi un’etichetta, immagino che potrebbe essere Diligent One». In una intervista al Daily Mail Young ha raccontato che «la mia carriera da giocatore si è conclusa a causa di una lussazione alla spalla, così ho accettato il mio primo lavoro da allenatore già a 24 anni con i Queen’s Park nella Birkenhead Sunday League. Poche persone possono dire di lavorare più di me. Ero assistente al Rhyl quando abbiamo affrontato nel 2004 il Viking Stavanger in Intertoto. Roy Hodgson era il loro manager e ci ha accolti in città quando siamo volati in Norvegia per osservarli. Così, eccomi là, un ragazzo che chiacchierava di calcio con questo allenatore molto famoso. Mi ha dato l’idea che potevo farcela. Sono diventato io stesso un allenatore. Al Chester, quando mi hanno fatto firmare, non avevamo un terreno per allenarci, né magliette, palloni o pettorine. Abbiamo fatto tre promozioni di fila, non era mai successo. Quando fai l’allenatore, sai che riceverai più merda che mazzi di fiori. Ma poi scopri che il calcio è come una droga. Quando sei fuori, ti manca».

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Harry Kane e Heung-min Son, le due stelle del Tottenham di José Mourinho. (premierleague.com)

Young dice che c’è poca differenza tra il lavoro in ferrovia che svolge da 28 anni e l’attività da allenatore.  «In qualità di facility manager, anche in ufficio ho a che fare con le relazioni e con le persone». La Coppa – ha scritto il Daily Mail – è stato un salvavita per questo piccolo club, che non spende ovviamente tanto – i salari sono nell’ordine di 1.750 sterline a settimana – “ma il 2020 è stato tetro, con sostenitori costretti a organizzare raccolte fondi”. Essere arrivati a gennaio e alla partita con il Tottenham, dovrebbe fruttare al Marine 300 mila sterline. «È spaventoso pensare a dove saremmo senza la FA Cup. Le nostre entrate di solito vengono dai biglietti e dal bar. Ci sono club fantastici al nostro livello e non sanno se esisteranno tra sei mesi. Siamo frustrati. I nostri partner commerciali sono rimasti, siamo stati in grado di pagare gli stipendi». La situazione nelle categorie inferiori inglesi è tale per cui il Marine ha trascorso 22 giorni senza giocare a novembre e altri 15 di inattività trascorreranno dopo la festa di domani con il Tottenham. Paul Joyce sul Times ha scritto che Young “prende molto sul serio l’arte della panchina, leggendo riviste e ascoltando podcast”. Ha vinto nel turno precedente con “quel tipo di stratagemma astuto di cui Mourinho sarebbe orgoglioso”. Quale? Catenaccio e contropiede. Ma Young lo sa. «Non credo che giocheranno in contropiede contro di noi, quindi devo guardarmi le immagini delle partite nelle quali sono andati in attacco».

Se vi state appassionando alla storia di Young, sappiate che The Athletic scrive proprio in queste ultime ore che gli risulta il Marine abbia ingaggiato un altro allenatore solo per questa partita. No, non è Guardiola. Secondo Simon Hughes arriverebbe giusto per affrontare Mourinho dal Clitheroe, sempre ottava divisione. In realtà la cosa è un po’ controversa perché si tratta di un allenatore-giocatore, dunque può darsi che lo abbiano preso per piazzarlo a centrocampo. L’avventura di un pomeriggio solo grazie ai buoni rapporti tra presidenti. Una specie di cavaliere nero. L’eroe che viene in prestito dal Clitheroe ha 27 anni e si chiama David Lynch.

Esatto, David Lynch.

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Il David Lynch allenatore. (burnleyexpress.net)

Young ha detto comunque al Times che la sua routine è fatta di «una tazza di tè, famiglia, un bagno caldo». Ha due figlie, Emillia di 15 anni ed Evie di 11. «Mi godrò la partita con il Tottenham perché è qualcosa che probabilmente non accadrà mai più. Quante possibilità abbiamo? Hai sempre una possibilità. Undici contro undici c’è sempre una possibilità. Piccola, molto piccola, ma la squadra darà tutto».

Eccola, la squadra. L’ha presentata al Daily Mail, uno per uno, il difensore James Joyce.

(Esatto, questa è una squadra che ha David Lynch, Neil Young e James Joyce. Manca solo un pittore, che ne so, uno scultore). La squadra va da quel Bayleigh Passant, che a parte le birre ha un passato da calciatore full time con il Tranmere, fino a Josh Hmami, raccontato come un tiratore infernale di punizioni. Ne ha segnate sei.

Stamattina Joyce ha consegnato il suo flusso di coscienza a un’intervista con Dominic King del Mail: «Se qualcuno mi avesse detto a 10 anni, quando guardavo le partite del Liverpool in Champions League, che ne avrei giocata una in cui Mourinho era l’allenatore, avrei pensato che sarebbe stato per il Liverpool, non per un club dell’ottava divisione». Joyce lavora in una fabbrica che realizza cruscotti per le Jaguar Land Rover.

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Andy Jones, illustratore e tifoso del Marine mostra fiero la sua sciarpa celebrativa e la vetrata a tema realizzata per l’occasione. (liverpoolecho.co.uk)

Ha tentato a suo tempo la via del professionismo, anche con un contratto di tre mesi per il Kiruna, una squadra svedese al circolo polare artico. «Se avessi rifiutato, non me lo sarei mai più perdonato». In questo calcio che il Mail definisce “onesto, lontano dal razzamatazz e dall’hype che arriva a secchiate dalla Premier League”, Joyce è uno che a Natale ha regalato a suo padre la sciarpa celebrativa fatta a metà con i colori del Marine e metà quelli del Tottenham. Ha raccontato che dopo la vittoria nel turno precedente, ha tirato fuori dalla borsa delle birre che si era portato dietro per precauzione, in caso di qualche baldoria, e se l’è scolate tutte. «Ho dovuto chiamare il mio capo al lavoro e gli ho detto, ascolta Phil, non credo che riuscirò a farcela per domani mattina. Avevo il turno alle 6 del mattino».

Se il calcio dei montepremi e del pool market per pochissimi ha partorito il quadro divaricato della Superlega, si può pensare che la soluzione sia più montepremi e più pool market per pochissimissimi? Certo che sì, se il calcio viene letto secondo una logica esclusivamente industriale e commerciale. In quella chiave è quasi la sola soluzione. Assolutamente no, se a Marine-Tottenham diamo un valore. No, se il calcio è davvero altro, se è esperienza sociale, se è cultura, se è semplicemente uno sport. Dove capita – per esempio in un posto trascurabile chiamato Olimpiadi – che uno sprinter delle Isole Salomone corra in più di 11 secondi i 100 metri nella corsia di fianco a Bolt.

Marine-Tottenham ha un valore perfino sul mercato. Neil Young ha ricevuto richieste di interviste dal Qatar, dagli Stati Uniti, dalla Spagna, dalla Finlandia, dalla Danimarca e dalla Siberia. E allora Marine-Tottenham è un anacronismo o un patrimonio da salvare?

È certamente un pomeriggio imperdibile per noi Alici-nei-paesi-delle-meraviglie.

 

Questo articolo è stato rielaborato per Overtime ed è tratto da “lo Slalom”, una newsletter mattutina per abbonati: una selezione ragionata dei temi e dei protagonisti del giorno, con contenuti originali o rielaborati, brevi estratti degli articoli più interessanti usciti sui quotidiani italiani e stranieri, sii siti, i blog, le newsletter e le riviste specializzate, con materiale d’archivio, brani di libri e biografie. Una guida e un invito alla lettura e all’approfondimento, con montaggio a cura di Angelo Carotenuto.

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Foto copertina – I ragazzi del Marine a Rossett Park, lo stadio da 3000 posti in cui la squadra di casa affronterà il Tottenham. (football.london)

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