Tutte le figurine del mondo

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Forse è perché mi sono avvicinato recentemente alla museologia cognitiva. Forse è perché negli anni è diventato un amico. Forse perché come tanti bambini investivo la mia paghetta settimanale nell’acquisto di figurine nell’edicola di fiducia, quella in via Aurelio Saffi, sperando di trovare lo scudetto della Vis Pesaro da attaccare nelle ultime pagine dell’album Panini.

Gianni Bellini.

Per Treccani la collezione è una raccolta ordinata di oggetti della stessa specie, che abbiano valore o per loro pregio intrinseco o per loro interesse storico o artistico o scientifico o semplicemente per curiosità o piacere personale. Gianni Bellini racchiude tutto ciò. Pezzi unici che negli anni hanno acquistato enorme valore. Album più o meno ricercati, più o meno belli esteticamente. Dalla rovesciata di Carlo Parola al Divin Codino, da Diego Armando Maradona a Spagna ‘82.

Parlata emiliana inconfondibile la sua. L’associazione mentale va subito al lambrusco e allo gnocco fritto – forse perché mentre scrivo è quasi ora di cena. Tutto nasce qualche anno fa. Mi propone di fare qualcosa insieme. Un po’ come invitare un bambino in un negozio di caramelle. Eh sì. Il plurale è d’obbligo e la sensazione è proprio quella. Perché Gianni è il più grande collezionista al mondo!

Sergio Volpi e Paolo Poggi, protagonisti di uno dei più grandi “gialli” della storia delle figurine, sfogliano insieme l’album della “incriminata” stagione 1997-1998. (@SerieAOperazioneNostalgia on Facebook)

Una collezione che parte da lontano, in grado di unire calcio italiano e campionati esotici. Quasi tre milioni di figurine. Sono in suo possesso praticamente tutti gli album calcistici circolanti sulla faccia della terra dagli anni Settanta ad oggi. Niente di più vecchio, perché Gianni vuole aver visto giocare almeno una volta i protagonisti della sua collezione. Classe 1963, quest’anno compirà 60 anni.

Vive a San Felice sul Panaro, in provincia di Modena, terra natia delle figurine Panini, ma ci tiene a precisare che Panini ha contribuito solo in parte alla sua “collettiva”. Album in casa in ogni stanza e in ogni dove. L’esperienza di tipografo ne detta anche i cambi stagione. Ebbene sì. C’è necessità di far respirare la carta, un lavoro certosino che occupa alcune settimane l’anno.

Quello che apprezzo di Gianni è la sua gentilezza e disponibilità. Un collezionista d’altri tempi, “figlio” di lettere di corrispondenza con mezzo mondo, di passione e competenza. Per lui le figurine non si vendono. Si comprano o al massimo si scambiano. E solo se rigorosamente attaccate. Il sogno nel cassetto? Realizzare il primo e unico museo al Mondo di figurine di calcio.

Per qualcuno potrebbe sembrare acquisto compulsivo, ma il collezionismo è bello per questo. Un processo che non ha un inizio e mai una fine. Alla ricerca dell’ultimo pezzo, di quello che hanno gli altri, di quello che renderebbe unica la nostra collezione. Per Gianni tutto cominciò con lo stopper del Vicenza Sergio Carantini e il secondo portiere dell’Inter Ivano Bordon. Con il primo cominciò il primo album, con il secondo lo terminò. Oggi all’appello 4.000 album e 700.000 figurine ancora da attaccare.

… inchiniamoci al “Re della figurina”!

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