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Tanti auguri grande cuore Borgo

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borgo2“Firenze è un inferno. Baggio è andato alla Juve, Battistini all’Inter, anche Dunga è pronto a scappare. Ci sarebbe il Toro; assegno in bianco, pensaci bene”. Parole e musica di Carlo Pallavicino, procuratore sportivo alle prime armi. L’uditore? Quel grande cuore di Stefano. A Stefano non importava se Firenze fosse una polveriera, se la munifica “B2” con Roberto Baggio andava ormai prospettandosi come chimera. Se ne fregava persino degli assegni in bianco tinti di granata. D’altronde, aveva già toccato i vertici del calcio italiano e faceva parte di una delle squadre più forti di tutti i tempi: il plurititolato Milan di Arrigo Sacchi. Supercoppa, Coppa Campioni, Coppa Intercontinentale. Tutto inutile, per Stefano i grandi palcoscenici internazionali, le vetrine europee e i nuovi (più alti) guadagni erano semplicemente atti dovuti. Un limbo imposto dal proprio cartellino in attesa di tornare nel suo paradiso: quella Firenze timbrata come “inferno” persino dal suo procuratore.

borgo3Dal ritiro di Milanello, Stefano Borgonovo indicava la città gigliata come casa propria. E poco importa se di origine brianzola, per il grande centravanti giussanese di inizi anni ’90 il legame con Firenze era indissolubile. Un rapporto imperniato sulla complicità con l’ambiente cittadino, prima ancora che con i compagni di squadra e la Società. Una passione che ha condotto Stefano a scelte fuori dal coro, in un’epoca calcistica fatta di nomi sfavillanti, prestigiose vetrine, ricchi ingaggi e spese incontrollate. Proprio mentre il grande amico Codino Baggio entrava, tra le polemiche, nell’”élite” del calcio italiano, Borgo decide di ritornare in provincia, grazie alla nuova dirigenza viola di Mario Cecchi Gori. E ci perdonerete l’ardire, se il ricordo di questa piccola scelta controcorrente avvia, per noi di Storie all’Overtime, una altrettanto minuta riflessione sulla decadenza valoriale sotto la quale si riunisce, gioconda, la maggior parte dei giocatori contemporanei. Tra i quali ci saranno sicuramente delle eccezioni, ma che, insomma, fanno proprio poco per camuffare il proprio mondo di plastica con qualche colore un po’ più affascinante.borgo4

Oggi, nel giorno di quello che sarebbe stato il tuo cinquantesimo anniversario, vogliamo farti tantissimi auguri di buon compleanno Stefano Borgonovo. Ci hai lasciato in eredità la tua Fondazione (http://fondazionestefanoborgonovo.it) per la sensibilizzazione e la ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica, malattia neurovegetativa che ti ha impedito di ritornare a giocare “su di un prato o all’oratorio”, come amavi ripetere. Grazie ad essa, è come se non ci avessi mai lasciato. E’ come se fossi ancora lì sul terreno dell’Artemio Franchi, circondato dai tuoi amici più cari. Proprio come nel 2008, in occasione della partita in tuo onore tra Fiorentina e Milan. Con l’amore per il calcio nel cuore e nella testa.borgo5

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