
Emozioni da rimonta
Imprese incredibili, miracolose. Goduria pura per chi le porta a termine vittoriosamente, amara illusione per chi le sfiora, ma non le completa, boccone amarissimo per chi le subisce.
“Mat Botsford on Unsplash”

Imprese incredibili, miracolose. Goduria pura per chi le porta a termine vittoriosamente, amara illusione per chi le sfiora, ma non le completa, boccone amarissimo per chi le subisce.

Dopo i tre Mondiali da giocatore, Fefè ha assaporato il gusto di vincerne uno da allenatore

Un terribile incidente cambia radicalmente la sua vita. Poi, nel 2009, un’idea geniale. Uno straordinario esempio che insegna come lo sport aiuti tanti ragazzi con disabilità a non sentirsi e a non essere esclusi dalla società

Dopo i trionfi di Londra 2012 e Rio 2016 e il secondo posto a Tokyo, la fuoriclasse del getto del peso e del lancio del disco è tornata ad allenarsi duramente per partecipare da assoluta protagonista ai Giochi paralimpici di Parigi

L’atleta scozzese è la prima donna a terminare l’ultramaratona più impegnativa e sopra le righe del mondo, che vanta bizzarre tradizioni e generazioni di sportivi chiamati a scalare due volte l’Everest

«Questa ragazzina ha tutte le doti fisiche, tecniche, temperamentali per diventare una protagonista di questo sport». Aveva ragione il maestro Raspugli riferendosi a un’atleta portentosa, ormai in rampa di lancio

Imprese incredibili, miracolose. Goduria pura per chi le porta a termine vittoriosamente, amara illusione per chi le sfiora, ma non le completa, boccone amarissimo per chi le subisce.

Dopo i tre Mondiali da giocatore, Fefè ha assaporato il gusto di vincerne uno da allenatore

Un terribile incidente cambia radicalmente la sua vita. Poi, nel 2009, un’idea geniale. Uno straordinario esempio che insegna come lo sport aiuti tanti ragazzi con disabilità a non sentirsi e a non essere esclusi dalla società

Dopo i trionfi di Londra 2012 e Rio 2016 e il secondo posto a Tokyo, la fuoriclasse del getto del peso e del lancio del disco è tornata ad allenarsi duramente per partecipare da assoluta protagonista ai Giochi paralimpici di Parigi

L’atleta scozzese è la prima donna a terminare l’ultramaratona più impegnativa e sopra le righe del mondo, che vanta bizzarre tradizioni e generazioni di sportivi chiamati a scalare due volte l’Everest

«Questa ragazzina ha tutte le doti fisiche, tecniche, temperamentali per diventare una protagonista di questo sport». Aveva ragione il maestro Raspugli riferendosi a un’atleta portentosa, ormai in rampa di lancio
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