Quando Yuri Chechi ad Atlanta 1996 con il suo esercizio agli anelli rasente la perfezione stupì il mondo sportivo e conquistò l’oro olimpico nonostante qualche anno prima avesse subito un gravissimo infortunio al tendine d’Achille che sembrava averne compromesso la carriera ad altissimi livelli, Paolo Principi, ginnasta di Macerata e portacolori dell’Aeronautica Militare, non aveva compiuto ancora sette anni ma già praticava con gioia e divertimento la ginnastica artistica.
Una passione per questo sport nata quasi per caso, seguendo le orme della sorella più grande che già frequentava la palestra della Virtus Pasqualetti Macerata, una delle società più titolate, longeve e organizzate d’Italia. Il piccolo Paolo in quell’ambiente sportivo protetto e pieno di calore umano si costruì un piccolo gruppo di amici affiatati, si allenò con sempre maggiore entusiasmo e frequenza, intuendo ben presto di essere particolarmente dotato per quella disciplina che gli piaceva molto e che sentiva poter diventare qualcosa in più di un semplice passatempo.

Il logo della Virtus Pasqualetti Macerata.
A differenza di quanto accaduto ad altri atleti, a scuola non ha mai dovuto fare i conti con prese in giro e sberleffi per il fatto di essersi dedicato a uno sport di nicchia, poco praticato dai coetanei maschi più interessati al calcio, al basket, al nuoto, alla pallavolo. Anzi compagni e professori hanno fatto il tifo per lui, condividendo la soddisfazione per suoi successi sportivi divenuti anno dopo anno sempre più ripetuti e prestigiosi.
Certo nulla gli è stato regalato. Una carriera di quel tipo, di caratura nazionale e internazionale, non può non presuppore e comportare piccoli e grandi sacrifici: il non andare alle feste in discoteca con gli amici il fine settimana; l’attenzione certosina all’alimentazione; una preparazione fisica e psicologica da curare e preservare in tutti i periodi dell’anno, anche in quelli più lontani dalle competizioni, quando è più difficile mantenere alta la concentrazione e non farsi tentare da qualche innocente evasione.
A Paolo tutto ciò non è pesato, ripagato dalla felicità di star facendo ciò che più amava, supportato e coccolato dalla sua famiglia, dalla Virtus Pasqualetti, dall’Aeronautica Militare di cui è diventato atleta. Una serenità che gli ha anche consentito di completare il ciclo di studi, con la laurea in Giurisprudenza conseguita alla Università degli Studi di Macerata.
Principi ha esordito con la maglia azzurra nel 2006 con la nazionale Juniores, dal 2010 è atleta della Squadra Nazionale Seniores. Un’emozione e un onore enormi quelli di poter rappresentare in competizioni ufficiali il proprio Paese, accompagnati dalla fortuna di avere al fianco campioni olimpici rivelatisi anche esempi di vita.
Principi, che ha conquistato vari titoli italiani assoluti di specialità e partecipato alle Universiadi di Kazan nel 2013 e agli Europei di Berna nel 2016, tra i ricordi più belli della sua carriera include l’essersi laureato campione italiano assoluto nel 2014 e l’argento ai Giochi del Mediterraneo 2013 a squadre e volteggio, nel contesto di una gara molto combattuta e di un ambiente altamente stimolante. E poi ovviamente i 3 campionati italiani a squadre (2013, 2016, 2020), conquistati con la Virtus Pasqualetti Macerata, una realtà che con mezzi economici limitati e scarso clamore mediatico da anni contende a Meda e ad altre società del Nord Italia il primato in questa competizione.
Il tutto magistralmente orchestrato da Sergij Kaspersky, allenatore ucraino che dopo un’esperienza in Sardegna sì è stabilmente trasferito a Macerata, crescendo Paolo Principi e tante altre promesse della ginnastica con competenza e professionalità fino a condurli al raggiungimento di risultati straordinari e impensabili prima del suo avvento.

Paolo Principi, Sergij Kaspersky e la ex calciatrice Raffaella Manieri in un incontro pubblico a Pesaro. (Foto di Angelo Spagnuolo)
Nella parabola della vicenda agonistica di ogni sportivo ci sono alti e bassi, momenti esaltanti e altri molto meno gratificanti. Paolo ha saputo reagire con forza e determinazione anche agli imprevisti, alle difficoltà sopraggiunte, in particolar modo all’infortunio al tendine d’Achille occorsogli nel 2017, reso ancora più grave dall’essere avvenuto a 28 anni, un’età piuttosto avanzata per un ginnasta. In pochi scommettevano su un suo ritorno sui palcoscenici internazionali con la maglia dell’Italia. Principi ha di nuovo stupito tutti, riuscendo a riprendersi pienamente e a rientrare nel giro della Nazionale, togliendosi un’ulteriore grande soddisfazione: nel 2019 è stato ufficialmente riconosciuto dalla Federazione Internazionale un suo elemento alla sbarra presentato durante la World Challenge Cup di Osijek in Croazia, vedendo così scritto per sempre il suo nome nel codice dei punteggi.
Foto copertina di @paolo.principi.96 on Facebook











