Il fascino della Mille Miglia e dei suoi grandi protagonisti

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Qualche mese fa, il 14 luglio, ha attraversato le strade e le città marchigiane – con le tappe intermedie di Pesaro, Senigallia e Macerata – la Mille Miglia, uno degli eventi più suggestivi e affascinanti dell’intero panorama automobilistico mondiale. Nata nel 1927 come gara di velocità di granfondo, la 1000 Miglia è oggi una corsa di regolarità dedicata alle auto storiche che parte da Brescia, Capitale italiana della Cultura 2023 insieme a Bergamo, e giunge a Roma attraversando gli scenari unici dell’Italia più bella prima di far ritorno nella città lombarda.

All’edizione 2023 hanno partecipato 420 auto d’epoca – di cui oltre 90 hanno corso la Mille Miglia storica – 120 Ferrari, 20 auto elettriche, per una colonna di circa 220 km. Il percorso si è snodato su 2200 km nell’arco temporale di 5 giorni, uno in più rispetto alle precedenti edizioni. L’evento quest’anno è stato anche occasione per celebrare i 100 anni dell’Aeronautica Militare e in ogni tappa è stato raggiunto un luogo che ha ricordato questo anniversario.

E’ sempre emozionante vedere sfrecciare questi bolidi, ammirare questo museo a cielo aperto. La Mille Miglia è un evento internazionale – con l’80% degli equipaggi rappresentato da driver stranieri -, un marchio riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, una vetrina d’eccezione per le meraviglie del nostro Paese. E’ una manifestazione che perpetua la grande capacità organizzativa di una Nazione che seppur soffocata dalla burocrazia e da mille problemi riesce ancora a fare rete, a realizzare eventi sportivi e allo stesso tempo culturali di primissimo livello. Valorizza e dà la meritata visibilità a tante eccellenze italiane, come quella costituita dai nostri cronometristi, richiestissimi e considerati tra i più affidabili e preparati al mondo. Grande vanto per gli organizzatori negli ultimi anni anche il virtuoso protocollo anti-Covid adottato, che ha permesso il regolare svolgimento della rievocazione e che è stato preso a modello da tanti altri eventi sportivi in giro per il pianeta.

Arrivo di un’auto storica presso Piazza del Popolo di Pesaro. (Foto di Angelo Spagnuolo)

Leggiamo spesso, soprattutto nell’arena virtuale dei social, commenti volti a sminuire l’importanza e soprattutto il fascino dell’odierna rievocazione, “perché la corsa, quella vera, fino al 1957 era tutta un’altra cosa”. Si tratta, a nostro avviso, di una considerazione ovvia, scontata, piuttosto banale. Che non tiene conto della fondamentale funzione dell’attuale carovana, quella di mantenere viva la memoria e la tradizione di una corsa che in 3 decenni di gara – dal 1927 al 1957 – ha conosciuto imprese leggendarie e tragedie mai dimenticate come l’incidente di Guidizzolo nel mantovano che nel 1957 costò la vita al pilota spagnolo Ferrari Alfonso de Portago e a 9 spettatori.  Una corsa che attraversava un’Italia contadina, rurale, ancora arretrata e poco alfabetizzata, che aveva conosciuto l’orrore e l’immane sofferenza di 2 guerre mondiali, che sognava un futuro migliore e attendeva con trepidazione il passaggio di quelle auto sulle polverose strade di provincia.

Proprio per tramandare il fascino di questa competizione, per provare a comprendere quale fosse il suo ruolo anche sociale, gli organizzatori stanno approntando una serie di iniziative divulgative rivolte soprattutto ai più giovani. Conoscere la storia delle Mille Miglia in occasione del suo passaggio significa riscoprire anche la storia delle nostre città, delle nostre comunità. Avere una nuova preziosa occasione per celebrare grandi sportivi e piloti dell’epoca, per non permettere che le loro gesta siano inesorabilmente avvolte dall’oblio.

Ad esempio, durante alcuni appuntamenti di avvicinamento alla manifestazione tenutisi a Pesaro, è stato ricordato Dorino Serafini, un asso del volante, campione pesarese di motociclismo e automobilismo dei giorni del coraggio, in un’epoca epica in cui questo sport accendeva passioni e mieteva vittime in pista generando eroi. Tre le sue partecipazioni alla Mille Miglia con un secondo posto su Ferrari nel 1950 dietro il conte di Valdagno Giannino Marzotto e l’incidente gravissimo occorsogli durante l’edizione 1951. Mi sono rotto tutto”, raccontava Dorino rimasto claudicante per quell’impatto che, causato dalla rottura del cambio della sua auto nei pressi di Martinsicuro in Abruzzo, mise fine alla gloriosa carriera iniziata un quarto di secolo prima con le moto.

Una Mercedes con equipaggio statunitense attende l’intervento dell’assistenza. (Foto di Angelo Spagnuolo)

Durante il passaggio a Pesaro delle auto storiche con i loro equipaggi, non siamo rimasti di certo indifferenti al fascino della figura iconica di Jacky Ickx, una leggenda dell’automobilismo, ex pilota Ferrari in Formula 1 alla fine degli anni ’60. Un mago del bagnato, vincitore di 6 edizioni della 24 Ore di Le Mans. Un driver belga estremamente talentuoso ed irriverente, assai poco propenso a portare avanti collaudi ma molto efficace durante le gare. Un grande agonista che creò non poche difficoltà gestionali al direttore sportivo della Ferrari dell’epoca Franco Gozzi ma che il Drake Enzo Ferrari apprezzava particolarmente per le doti innate, la velocità, la temerarietà.

Assistere alla Mille Miglia oggi, anno 2023, permette di ammirare da vicino simili campioni, di celebrare i protagonisti, le auto, le impese di una corsa che ha fatto la storia, non solo sportiva, d’Italia.

 

Foto copertina – Alcune delle auto storiche sul lungomare di Pesaro. Sullo sfondo il villino liberty Ruggeri. (Foto di Angelo Spagnuolo)

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