MARINO BARTOLETTI

E’ uno dei più noti e apprezzati giornalisti sportivi italiani. È praticamente impossibile riassumere la sua carriera che vale, da sola, almeno dieci vite professionali.
È già riduttivo definirlo giornalista “sportivo”, anche se dieci Campionati del mondo di calcio seguiti dal vivo, dieci Olimpiadi, centinaia di gran premi di auto e di moto, decine di Giri d’Italia, la direzione del “Guerin Sportivo”, la fondazione di “Calcio 2000”, la direzione sia della testata sportiva di Mediaset che di quella della Rai, la direzione scientifica dell’Enciclopedia Treccani dello Sport, la conduzione de “La domenica sportiva”, de “Il processo del lunedì”, di “Pressing”, l’ideazione di “Quelli che il calcio” farebbero propendere per questa definizione.
Ma come la mettiamo con la musica? Provate a fargli una domanda su Sanremo, di cui è forse il più apprezzato “storico” italiano e di cui è stato negli anni opinionista, giurato e persino selezionatore delle canzoni in gara.
«Però non aprirò mai una pagina Facebook» aveva sentenziato fino a due anni fa! Infatti… E aveva anche aggiunto che non avrebbe «mai scritto un libro» in vita sua. Per una strana legge del contrappasso, da un anno è Presidente della Commissione che assegna il Premio letterario Coni per lo Sport. Gente strana i romagnoli!
È laureato in giurisprudenza con una profetica tesi sulla “Responsabilità penale del direttore di giornale”. Ha sempre detto che non avrebbe mai usato quella laurea. Almeno in questo è stato di parola.

Ad Overtime 2018, nella giornata di giovedì 11 ottobre, presenterà il suo libro “Bar Toletti2. Così ho digerito Facebook” (Minerva Edizioni).