Home/Blog OVERTIME, INTERVISTE, Rubriche/Maddaloni, sport e legalità al tempo del Coronavirus

Maddaloni, sport e legalità al tempo del Coronavirus

Print Friendly, PDF & Email
maddaloni

La palestra di Scampia è rimasta sempre aperta, anche nei mesi più complicati dell’emergenza causata dal coronavirus. Quando non si poteva fare sport, Gianni Maddaloni, padre dell’oro olimpico Pino, è riuscito a fare comunque attività sociale, come da tradizione della Star Judo Club Napoli, struttura a due passi dalle Vele.

«Attraverso la Caritas – dice ad overtimefestival.it – abbiamo dato da mangiare a duecento famiglie in difficoltà per due volte alla settimana. Prima lo facevamo un giorno ogni sette. Qui c’è gente che si arrangia come può, facendo il mercatino. Vendono rotoloni di carta, caffè, addirittura sigarette per la strada. La chiusura nel corso degli anni di tante fabbriche ha generato questa situazione. Che negli ultimi mesi è peggiorata. Io sono stato fortunato a trovare un lavoro fisso da giovane, e adesso devo fare la mia parte. Tenendo aperta la palestra ho fatto in modo inoltre che i volontari per il servizio civile non perdessero il sussidio da marzo. Da noi operano anche sette detenuti alla mattina e quattro alla sera: non sono così tornati in carcere in una situazione sanitaria ancora più difficile del solito. I miei collaboratori sono ex ragazzi di strada. Il mio impegno per la periferia è un impegno morale. Non potevo tradire nemmeno loro».

maddaloni

Pino Maddaloni, medaglia d’oro nel judo a Sidney 2000. (sportfair.it)

E a livello sportivo, Maestro?

«Ora l’attività è aperta, seguendo tutte le indicazioni ricevute dal governo. C’è però ancora paura, i genitori non mandano i bambini in palestra. Ne vengono solo 60-70 su 150, compresi gli agonisti. Allora grazie ad una piccola sponsorizzazione – la politica purtroppo dal 2012 ci ha abbandonato ed io ho anche difficoltà a comunicare con le istituzioni – ho organizzato dei campus, ovviamente gratuiti per tutti i bambini. Si sta negli spazi aperti adiacenti alla palestra, nel cortile e nel giardino di una villa nelle vicinanze. Da alcune settimane trenta ragazzini stanno partecipando a queste attività, rimangono qui fino alle 18, pranzando da noi. Il centro estivo durerà fino al 10 agosto. “E dopo che facciamo, Maestro?” mi ha chiesto un bimbo. Mi sono commosso. Questi non fanno la villeggiatura in agosto. Questo è periodo pesante non solo per il fatto economico, non sappiamo cosa sarà del domani. Percepisco paura, io do speranza e coraggio perché lo sport dà autostima».

Altri obiettivi?

«La cittadella dello sport a Scampia, intanto. Poi mi sto impegnando per dare alle scuole elementari un indirizzo sportivo. In Italia l’educazione fisica è vista come una cosa estemporanea. Gli studenti delle scuole di quartiere vengono già da me per qualche ora alla settimana. Ma sono attività che vanno fatte a livello regionale e nazionale. Lo sport di base è soprattutto rispetto. Anche il figlio di un camorrista può imparare da piccolo l’educazione».

maddaloni

Gianni Maddaloni a Overtime Festival 2014.

Nella sua palestra gravitano circa venti atleti di interesse nazionale.

«Sì, si stanno allenando molto bene, sempre rispettando le linee guida ministeriali, anche durante il weekend. Ore e ore di lavoro con 40 gradi. Con il grande caldo l’atleta non migliora solo tecnicamente e fisicamente ma anche nella testa e nel cuore».

Alle Olimpiadi vedremo qualcuno di Scampia dopo i successi del passato?

«A Tokio non sarebbe andato nessuno, l’anno prossimo se ci saranno i Giochi, potrebbe andarci il peso leggero Susy Scutto, in forza alle Fiamme Gialle. Ma sto lavorando soprattutto a lungo termine, ho atleti giovani e molto forti con cui cercheremo di partecipare a Parigi 2024».

Qualche nome?

«Martina Esposito, un bell’esempio: ragazza di Scampia arruolata nei Carabinieri. Così come Luigi Brudetti. Quando arrivano ai 18 anni io mi devo preoccupare del loro futuro. Poi c’è Mario Petrosino, sempre nei Carabinieri».

Ed infine la truppa Maddaloni.

«Sì, c’è mio figlio, che entrerà nelle Fiamme Oro, ed è già due volte campione italiano. E poi c’è il sogno di Serena, che a Parigi avrà 19 anni».

maddaloni

lavocedeltempo.com

 

Foto copertina – identitainsorgenti.com

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

Scrivi un commento

Articoli Recenti:

Autore

Segui Overtime Festival

Articoli Recenti

Torna in cima