LORENZO FABIANO

Nato a Verona nel 1966, giornalista e scrittore. Scrive per “Il T Quotidiano del Trentino Alto Adige”. È autore dei libri: Thoeni vs Stenmark, l’ultima porta (Edizioni Mare Verticale), Il Cameriere di Wembley (Edizioni InContropiede), Coppa Davis 1976, una storia italiana (Edizioni Mare Verticale), Valanga Azzurra, Innsbruck 1976 (Edizioni Mare Verticale), Il duello. Moser contro Fignon, una sfida leggendaria (scritto con Matteo Fontana, Absolutely Free), Alberto Tomba e il sogno di cristallo (Edizioni Mare Verticale), La Presa della Bastiglia, Tour de France 1975 la fine dell’era Merckx (Absolutely Free), Ho visto la rivoluzione (Absolutely Free), Sarajevo ’84, i giorni della concordia (Absolutely Free), I Fiori del Ventoux (Absolutely Free), Dieci Ferite (Fandango Libri), Azzurro Davis (Rai Libri) con il Collettivo Banfield, Volevo solo giocare a pallone (Absolutely Free). Ha collaborato con Fandango alla realizzazione della serie tv Una Squadra per la regia di Domenico Procacci ed è tra gli autori del docufilm La Valanga Azzurra, prodotto da Fandango per la regia di Giovanni Veronesi.
A Overtime Festival 2025 presenta “Ghedo. Non ho fretta ma vado veloce” (edizioni Minerva), libro scritto con il campione di sci Kristian Ghedina. La velocità nell’anima, che sia sugli sci o al volante delle macchine da corsa in pista, poco conta. È vitale. Tredici vittorie in Coppa del Mondo, trentatré podi, tre medaglie mondiali, quelle olimpiche il suo tallone d’Achille; almeno fino all’avvento sulla scena di Dominik Paris, Kristian Ghedina è stato il più forte discesista che l’Italia abbia mai potuto mettere in pista dagli epici tempi di Zeno Colò. E tuttora ha un suo posto tutto suo tra i grandi dello sci alpino. Una storia che è il romanzo di una vita segnata dal dolore per la tragica scomparsa della madre quando aveva appena quindici anni e di una carriera divisa in due, prima e dopo l’incidente in macchina del 1991 in cui rischiò seriamente lui stesso di perderla, la vita. Ha vinto e ha perso, è caduto e si è rialzato: sempre con il sorriso. «Per me la vittoria più bella è essere quello che sono» dice. Kristian Ghedina è stato, ed è tuttora, il campione della gente; è pop, inteso come “popolare” nella più pura accezione del termine. In una parola dici “Ghedo” e respiri empatia. Un esempio di cosa debba essere un campione vero.




