“HUMAN BEING WOMAN”

E’ la mostra che presenta ed espone a Overtime Festival 2025 il fotografo Massimiliano Verdino.
L’emancipazione della donna in Kenya attraverso la corsa, un progetto espositivo di antropologia visuale sull’emancipazione femminile in Kenya, attraverso un reportage fotografico di lungo corso. Un lavoro maturato durante i numerosi viaggi compiuti dall’autore in Kenya: a partire dal 2001 fino ai reportage realizzati negli ultimi anni, colpito sempre di più dalle donne podiste. Nell’arco di pochi anni le ragazze keniane hanno intuito le potenzialità della corsa, iniziando a praticare questo sport con un obiettivo ben preciso, quello di emanciparsi da una condizione che le vede ancora in uno stato di subalternità.
Vincere una maratona americana, europea o giapponese, partecipare ai meeting internazionali di atletica leggera, permette oggi ad un’atleta di essere economicamente autonoma, di viaggiare in tutto il mondo, con la possibilità di confrontarsi e uscire da quella condizione di dipendenza nella quale è stata relegata da centinaia di anni.
“In questo posto lontano da tutto, completamente immerso nella Rift Valley, i dati etnologici osservati come un’epifania, mi hanno dato lo spunto per costruire la mia ipotesi antropologica”, spiega Massimiliano Verdino. “Proprio il concetto di bellezza, costruttore di umanità, ha ispirato questo reportage fotografico. Il corpo con i suoi abbellimenti, la sua cura, le sue forme è il supporto materiale sul quale l’uomo da sempre ha in-scritto la propria storia: una storia da comunicare per raggiungere un ideale di autodeterminazione; una storia da interpretare per scoprire qualcosa in più sul significato delle nostre azioni. La bellezza come imperativo antropo-poietico, una costruzione di umanità che la donna keniana sta edificando con determinazione e che la Fotografia, da sempre avanguardia pura, riesce a documentare con la precisione estetica che la contraddistingue”.
L’autore conclude ricordando la mitologia: “il mito ritorna sempre con una nuova Atalanta che si affaccia dalla Rift Africana sul palcoscenico mondiale: Ex Africa Semper Aliquid Novi'”.




