GUY CHIAPPAVENTI

Giornalista, inviato del tg La7. Dopo aver raccontato la suburra di Roma, la mafia e la ’ndrangheta, due guerre in Medio Oriente, terremoti, tsunami e alluvioni, negli ultimi quindici anni ha seguito la cronaca a Milano, dai grandi processi a Berlusconi fino alle inchieste sull’urbanistica. Ha vinto il premio Ilaria Alpi, il Premiolino, il premio Goffredo Parise e il Premio fair play Panathlon Gianni Brera.
Ha pubblicato dieci libri, incrociando spesso il calcio con la cronaca: il primo, Pistole e palloni, sulla Lazio anni Settanta, ha avuto otto edizioni e ha ispirato la serie Sky Grande e maledetta.

A Overtime 2026 presenta Bastardi e sentimentali. Diario contro il calcio moderno (Minerva), un libro che è un pamphlet contro il calcio moderno. Contro il calcio televisivo, lo spezzatino sbrodolato delle partite, fare calcio a tutte le ore per fare soldi per fare sempre più soldi, contro i fondi speculativi che hanno sostituito i vecchi presidenti “ricchi scemi” e investono sul calcio sovrapponendo le azioni di Borsa alle azioni di gioco, le pay tv, le telecronache urlate, la tessera del tifoso, le magliette con i colori sballati, le squadre con undici stranieri, il Var, la Champions League a trentasei squadre e girone unico. Un gioco milionario in cui vincono sempre gli stessi e un sistema che dagli anni Novanta ha trasformato il calcio da sport popolare di massa a prodotto di consumo da divano: gioca, mangia, bevi e paga.
Ma è anche un libro sul filo dei ricordi, il memoir di un giornalista che da bambino si salvò grazie alla sua passione per il calcio e per il quale lo stadio diventò il romanzo di formazione adolescenziale, il rifugio in cui si formava una generazione arrivata dopo il ’77, con il disincanto per la politica e le piazze e decisa a resistere a suo modo al riflusso nel privato e all’edonismo reaganiano. Un libro-cartolina dove stanno tutti insieme Paolo Rossi, Antognoni, Zoff, Chinaglia, Montesi e Pasolini, Stefano Benni e la Luisona, Luigi Necco, Paolo Valenti e Bruno Pizzul.
Atto di rivolta e insieme atto d’amore, di quegli amori irriducibili come sono quelli che si rivelano negli anni del liceo.

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