Fabio Genovesi, il Giro sul traguardo del mio cuore

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Fabio Genovesi, il Giro sul traguardo del mio cuore

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Tra pochi giorni ricomincia il Giro d’Italia. Un evento sportivo che da sempre attrae un folto pubblico di appassionati. Con le dovute proporzioni, è ovvio.
Io, ad esempio, rientro in quella parte di spettatori che non si riconosce tra gli esperti della disciplina. Sì, perché non sono mai stato un profondo conoscitore di tutti i risvolti e tutte le dinamiche del ciclismo o, in particolare, della celeberrima “corsa in rosa”.

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La domanda spontanea allora potrebbe essere la seguente: perché questo contributo per “Storie all’Overtime”? Perché da qualche anno a questa parte mi sono innamorato della scrittura di Fabio Genovesi. Lui sì, uno che il ciclismo lo vive e lo ama, non si limita semplicemente a seguirlo.
genovesiCosì nei suoi romanzi e nei suoi racconti, in un modo o nell’altro, le due ruote a pedali fanno sempre il loro esaltante scatto e, soprattutto, si dileguano in fuga solitaria guadagnandosi con merito una posizione di vantaggio nel piacere narrativo dei lettori.
Non annoverandole tra le mie passioni più sfrenate, sono rimasto stupito dal mio coinvolgimento emotivo verso tematiche sportive quali il ciclismo e la pesca, cavalli di battaglia dello scrittore lucchese. La sensazione è che la scrittura di Genovesi sia così avvincente proprio perché utilizza il mezzo sportivo come espediente per far emergere la vita e le passioni umane. In un vincente connubio di emozioni e tecnica, ingredienti basilari sia in molti campi dell’esistenza che dello sport.
Questa peculiarità prosaica è rintracciabile già nel suo fortunato romanzo “Esche vive”, in cui sono proprio ciclismo e pesca ad accompagnare e sostenere le vicende dei protagonisti.

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Ma è ancora più altamente godibile nel recente “Tutti primi sul traguardo del mio cuore”.

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Come già accaduto in precedenza per le altre pubblicazioni di Fabio Genovesi, il rituale è stato lo stesso anche per questo accattivante resoconto dell’edizione 2013 della più famosa corsa a tappe italiana. Prime pagine sfogliate, prime righe lette. Poi, senza accorgermene, via senza soluzione di continuità verso l’ultima, di riga. Come se le pagine girassero da sole, passavano davanti ai miei occhi non parole, bensì intriganti località, personaggi sorprendenti e vicende dimenticate ma affascinanti. Uomini e luoghi del Giro d’Italia, una carovana assimilabile ad un fiume in piena che scorre lungo tutto lo Stivale.

Tutti primi sul traguardo del mio cuore è già un racconto da prima che la corsa cominci. E un susseguirsi ed intrecciarsi di racconti fino all’ultimo traguardo della tappa finale. Non c’è cronaca invasiva, occasionalmente viene citato il vincitore o il clamoroso sconfitto di turno. Ci sono, piuttosto, testimonianze di vita, vissute intensamente attorno a quell’appuntamento primaverile tinto di rosa.

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All’ultima pagina del libro è salita forte la febbre del Giro d’Italia. E non è detto che da quest’anno incominci per me il cammino verso una nuova, profonda passione. Magari nel solco dei ricordi d’infanzia, quando, seduto su una sedia in cucina, guardavo incuriosito lì accanto mio padre. Che non si è mai perso una tappa.

Buone letture.
BUONAVITA!

Antonino Di Gregorio per Storie all’Overtime

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